Vini, cantine e disciplinari dei vini italiani

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Terre di Pisa Doc

15.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA "TERRE DI PISA"


Approvato con DM 18.10.2011 GU 256 - 03.11.2011 (S. O. n.229)
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Modificato con DM 12.07.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
(Denominazione e vini)
1.1 La Denominazione di Origine Controllata "Terre di Pisa" è riservata ai vini "Terre di Pisa"
rosso e "Terre di Pisa" Sangiovese che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal
presente disciplinare di produzione.


Articolo 2
(Base ampelografica)
2.1 La Denominazione di Origine Controllata "Terre di Pisa" Sangiovese è riservata al vino
ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente composizione
ampelografica:
Sangiovese: minimo 95%.
Possono concorrere altri vitigni con uve a bacca rossa, idonei alla coltivazione nell'ambito della
Regione Toscana, presenti nei vigneti fino ad un massimo del 5%.
2.2 La Denominazione di Origine Controllata "Terre di Pisa" rosso è riservata al vino ottenuto dalle
uve provenienti dai vigneti aventi, nell'ambito aziendale la seguente composizione ampelografica:
Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah da soli o congiuntamente, minimo 70%.
Possono concorrere altri vitigni con uve a bacca rossa, presenti nei vigneti fino ad un massimo del
30%, idonei alla coltivazione nell'ambito della Regione Toscana.
2.3 Si riportano nell'allegato 1 i vitigni complementari che possono essere utilizzati per la
produzione dei vini a denominazione di origine controllata " Terre di Pisa" iscritti nel Registro
Nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato con D.M. 7 maggio 2004 pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 242 del 14 ottobre 2004, e successivi aggiornamenti.


Articolo 3
(Zona di produzione delle uve)
3.1 La zona di produzione delle uve della Denominazione di Origine Controllata "Terre di Pisa"
ricade nel territorio amministrativo della Provincia di Pisa, dei comuni di Fauglia, Crespina, Lari,
Chianni, Capannoli, Palaia, Peccioli, Terricciola, Casciana Terme, Ponsacco, Pontedera, Montopoli
V.A., Lajatico, San Miniato Orciano Pisano, Lorenzana e Santa Luce.


Articolo 4
(Norme per la viticoltura)
4.1 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a
Denominazione di Origine Controllata "Terre di Pisa" devono essere quelle normali della zona e
comunque atte a dare alle uve ed al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualità.
4.2 Sono pertanto da ritenersi idonei ai fini dell'iscrizione allo Schedario Viticolo unicamente i
vigneti che insistono su terreni collinari e nelle pianure con giacitura ed orientamento adatti
ritenuti idonei per la produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata "Terre di Pisa".
Sono da escludere tutte le zone comprese nei fondovalle e basse pianure umidi e non
sufficientemente soleggiati.
4.3 I sesti d'impianto, le forme d'allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli
generalmente usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche peculiari dell'uva e del vino.
4.4 E' vietata ogni pratica di forzatura. E' consentita l'irrigazione di soccorso.
4.5 I vigneti impiantati successivamente all'entrata in vigore del presente disciplinare dovranno
avere una densità di almeno 4.500 ceppi ad ettaro.
4.6 La produzione massima di uva ammessa per vini a Denominazione di Origine Controllata
"Terre di Pisa" Sangiovese e "Terre di Pisa" rosso, proveniente da tali vigneti non deve essere
superiore a tonnellate 8,5 per ettaro, in ogni caso la resa per ceppo non può superare mediamente 2
Kg di uva. In annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata ai sopraccitati limiti.
L' eccedenza delle uve, nel limite massimo del 20%, non ha diritto alla Denominazione di Origina
Controllata.
4.7 Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini a denominazione di origine
controllata "Terre di Pisa" Sangiovese e "Terre di Pisa" rosso, un titolo alcolometrico volumico
naturale minimo di 11,50 % vol.


Articolo 5
(Norme per la vinificazione)
5.1 Le operazioni di vinificazione, affinamento, invecchiamento ed imbottigliamento dei vini di
cui all'articolo 1 devono essere effettuate nel territorio amministrativo dei comuni riportati
nell'articolo 3. Tuttavia, tali operazioni, possono essere effettuate nell'intero territorio
amministrativo della provincia di Pisa. Conformemente all'articolo 8 del Reg. CE 607/09,
l'imbottigliamento e il confezionamento devono avere luogo nella predetta zona geografica per
maggiore tutela del prodotto, al fine di garantirne meglio l'origine, ridurre i costi di controllo e per
ragioni tradizionali.
5.2 La resa massima dell'uva in vino finito non deve essere superiore al 70%.
5.3 I vini a Denominazione di Origine Controllata "Terre di Pisa" non possono essere immessi al
consumo se non dopo un periodo di invecchiamento di almeno 16 mesi a partire dal 1° novembre
dell'anno di produzione delle uve, di cui almeno 12 mesi in recipienti di legno o altro materiale e 4
mesi di affinamento in bottiglia.


Articolo 6
(Caratteristiche al consumo)
6.1 I vini a denominazione di origine controllata "Terre di Pisa" all'atto di immissione al consumo
devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
"Terre di Pisa" rosso:
colore: da rosso rubino a granato;
odore: fine, caratteristico;
sapore: asciutto, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50 % vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 24,0 gr/l.
"Terre di Pisa" Sangiovese:
colore: rosso rubino tendente al granato;
odore: fine, caratteristico;
sapore: asciutto, armonico, giustamente tannico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50 % vol.
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 24,0 gr/l.


Articolo 7
(Etichettatura, designazione e presentazione)
7.1 Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine controllata "Terre di
Pisa" è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente
disciplinare di produzione ivi compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, superiore e
similari
7.2 E tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, marchi sociali e
marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno il consumatore.
7.3 E consentito altresì l'uso di indicazioni geografiche toponomastiche che facciano riferimento a
frazioni, aree, fattorie, zone e località, come da Allegato A.
7.4 Nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata "Terre di Pisa" può essere
utilizzata la menzione "vigna" a condizione che sia seguita dal relativo toponimo o nome
tradizionale, che la vinificazione e la conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che
tale menzione, seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, venga riportata sia nella denuncia
delle uve, sia nei registri e nei documenti di accompagnamento e che figuri nell'apposito elenco
regionale ai sensi dell'art. 6 comma 8, del Decreto Legislativo 8 aprile 2010, n. 61, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 96 del 26.04.2010.
7.5 Sulle bottiglie o altri recipienti contenenti i vini a Denominazione di Origine Controllata
"Terre di Pisa" deve figurare l'indicazione dell'annata di produzione delle uve.


Articolo 8
(Confezionamento)
8.1 I vini a denominazione di origine controllata "Terre di Pisa" devono essere immessi al consumo
in bottiglie esclusivamente in vetro della capacità inferiore a 5 litri e debbono essere, anche per
quanto riguarda l'abbigliamento, consoni ai caratteri di un vino di pregio. Non è consentito l'uso del
fiasco toscano.
8.2 Per i vini a denominazione di origine controllata "Terre di Pisa" sono ammessi soltanto
recipienti di capacità di litri: 0,187 - 0,375 – 0,750 – 1,5 – 3,00 – 5,00.
8.3 Sono ammessi tutti i sistemi di chiusura previsti dalla normativa vigente in materia fatta
eccezione del tappo a corona.


Articolo 9
(Legame con l'ambiente geografico)
A) Informazione sulla zona geografica
A1) Fattori naturali rilevanti per il legame.
La zona geografica delimitata comprende la zona collinare e pianeggiante, con esclusione dei
fondovalle e basse pianure umide, dei comuni di Faglia, Crespina, Lari, Chianni, Capannoni, Palaia,
Pecdcioli, Terricciola, Cascina Terme, Ponsacco, Pontedera, Montipoli V.A., San Miniato, Orciano
Pisano, Lorenzana e Santa Luce. Per quanto riguarda il profilo climatico generale, non si rilevano
sostanziali differenze rispetto ai dati della Toscana Centrale, se non una maggiore mitigazione
dall'influsso della costa tirrenica soprattutto nei comuni più occidentali. Le temperature oscillano
intorno ai 15 gradi, con una media nel periodo invernale di + 6 °, e nel periodo estivo di + 24°: La
piovosità media totale annua non supera i 780 mm, con precipitazioni concentrate nei mesi
autunno/invernali (circa il 60% delle piogge) ed il restante in primavera/estate (circa il 30% in
primavera ed il 10% in estate). Le condizioni climatiche che si riscontrano nella zona sono tali da
creare un abitat particolarmente idoneo alla viticoltura di qualità. Le temperature non sono mai
particolarmente ostili, ma anzi nel periodo primaverile favoriscono, con la loro mitezza, un
equilibrato sviluppo vegetativo, una ottima fioritura ed allegagione. Le temperature estive e
l'insolazione, garantiscono sempre una ottima maturazione ed il raggiungimento di ottimali indici di
maturazione per tutte le cultivar di vite coltivate. Eventi meteorici particolarmente dannosi quali
gelate primaverili e siccità prolungate ricadono solo molto raramente Morfologicamente la zona è
caratterizzata da rilievi collinari dolci di non elevata altitudine, con punte massime di altezza di 400
m s.l.m. con una media prevalente dell'altitudine di 250 m s.l.m. . Dal punto di vista geologico la
zona mostra caratteri molto eterogenei, con prevalenza di formazioni calcaree ed argillo/scistose. I
suoli sono in prevalenza a tessitura franco-argillosa e franco-limosa, derivati dalle formazioni
calcaree e la loro profondità è generalmente media. Si riscontrano anche terreni originatisi da sabbie
e argille del pliocene. Le caratteristiche del suolo agrario dell'intera area sono spiccatamente
favorevoli alla coltivazione della vite, con strettissime analogie alle situazioni più tipiche della
Toscana centrale e collinare. La tessitura evidenzia frazioni granulometriche dal medio impasto,
dal medio impasto sabbioso e dal medio impasto argilloso. La reazione del terreno è essenzialmente
subalcalina, con presenza anche di ph neutro ed in minor misura alcalino .La presenza di sostanza
organica è generalmente al di sotto della media come la dotazione di azoto totale. Buona invece la
dotazione di fosforo assimilabile e talvolta molto elevata quella di potassio assimila . La capacità
idrica dei suoli in generale è alta, per cui l'irrigazione è utilizzata solo in rari casi, e comunque
sempre come operazione di soccorso.
A2 )Fattori umani rilevanti per il legame.
E' nella pubblicazione " Viticoltura e enologia" di Pollacci del 1883 che vengono indicati, come
ideatori e fautori dell'esportazione del vino in Toscana, in tutta Italia e all'estero il Barone Ricasoli e
il Toscanelli, coadiuvati dai negozianti Gianfanelli di Livorno, Fratelli Conti e Carlo Mantelli di
Frenze e Luigi Laborel Merini di Firenze.
A seguito della creazione di un primo modello di mercato estero e non, nasce l'esigenza di far
conoscere i propri prodotti nella terra d'origine. Si ricava così dagli Atti del Comizio Agrario di
Pisa, tenutosi nel 1884, la decisione di nominare un rappresentate di ogni Comune della Provincia
di Pisa assieme ai Comitati agrari locali, su esortazione del Prefetto di Pisa, al fine di organizzare
nel 1885 la prima fiera di Vini e Oli pisani.
E' del 1891 l'Albo dei viticoltori e negozianti della Regione Toscana in cui troviamo: Cancellieri
cav. Antonio ( Cecina), Cotanti Conte Giacinto ( Pisa), Cioni Cesare ( Lari), Corani Mario e Filippo
( Lusingano), D'acchiardi Antonio ( Pisa), Del Frate Francesco (Palaia), Feroci avv. Demetrio (
Usigliano di Lari), Marini Gioacchino ( Cecina), Mastioni- Brunicci conte Francesco ( Pisa), Norci
Emilio ( Cavoli), Rocuh dottor Vittorio ( Terricciola), Salviati duca Scipione ( Vecchiano), Salviati
principe Antonio ( Pisa), Toscanelli com. Giuseppe ( Pontedera).
Ciò a dimostrare quanto già fosse sviluppata l'attività enologica in provincia di Pisa, a proposito
della quale il dottor Sirio Martini, nel libro " I Pregiudizi nella coltivazione della vite in Toscana"
del 1897, scrive: "(...) una delle cause principali dell'inferiorità dei nostri vini è quella di non saper
troppo bene adattare il vitigno alle varie condizioni. Anche il mercato ha le sue esigenze e deve
sempre riconoscersi come il grande regolatore della produzione".
Forse queste parole, alla luce della situazione attuale, e lontane da una contemporanea analisi di
mercato possano farci riflettere sul significato del termine mercato,come appunto regolatore di
produzione determinato oltre che dal incrocio della domanda e dell'offerta anche dalle continue
varianti sociologiche che non possono trascurarsi per avere un aggiornato " polso " della situazione.
Spostando l'attenzione sui prezzi e le qualità del vino consigliate e prodotte all'epoca dobbiamo
rifarci al periodico ( monitore pratico) " La Toscana vinicola e olearia" diretta dal Cav. Ranieri Pini,
del agosto 1899, dove si scrive a proposito delle campagne toscane, specificatamente su Faglia: " Il
prezzo del vino va sensibilmente elevandosi sia perché le buone qualità vanno ogni giorno
restringendosi in poche cantine sia per la scarsa promessa del raccolto. I vini bassi si vendono dalle
18 alle 24 lire al quintale, quelli di prima qualità dalle 28 alle 35.
Bisogna che i Toscani pensino seriamente a proteggere i loro vini genuini perché i vini da pasto sul
tipo toscano, si cominciano a fare a pezzi moderatissimi in ogni regione d'Italia". A seguire gli Atti
della Riunione dei Viticoltori Toscani, tenutasi a Pistoia dal 20 al 23 settembre 1899.
Relatore il Professor Vannuccio Vannuccini, direttore dell'Istituto agrario di Arezzo. Intervento: " I
vitigni toscani più raccomandabili".
" Fra i vitigni ad uva nera, il posto d'onore va al San Giovato dolce e grasso. Sono sinonimi del
primo il Prugnolo, il Morellino... del secondo il Chiantino, il Prugnolino. Il San Giovato da una
produzione media ma costante. Poi il Canaiolo nero. Fra le uve bianche la Malvasia al posto d'onore
perché produce vino delicato e aromatico e perché insieme al Canaiolo e al San Gioveto compone il
vero tipo del vino chianti. Poi il Trebbiano che può benissimo sostituire la Malavasia. Altri ottimi
vitigni bianchi sono il Bottaio, il Greco, la Verdea e la Colombana.. Fra i vitigni più raccomandabili
sono: A) zona insulare e litoranea: anzonica, biancone, san giovato. B) zona continentale: in
collina; san giovato, Lanaiolo nero, colorino, trebbiano, malvasia, canaiolo bianco. Zona monti; san
giovato dolce, morellino, trebbiano.". Da questo intervento e consultando le riviste e i testi di
enologia dell'epoca emerge che i tipi di vitigni coltivati non erano secondo ispirazione o selezione
privata, ma secondo gli indirizzi degli enti comuni, che sostenevano il coltivatore e produttore nelle
difficoltà che avrebbe incontrato sia dal punto di vista agricolo che commerciale. Da qui anche la
nascita preponderante dei consorzi e delle cattedre ambulanti di agricoltura.
Il 1° ottobre sempre del 1899 si tiene la riunione dei viticoltori della Provincia di Pisa allo scopo di
far votare al governo provvedimenti più utili e opportuni contro la fillossera della provincia stessa.
Dagli atti: " (...) il Dottor Tabler tendente a nominare una commissione che con i rappresentati degli
enti agrari della provincia possa con calma e competenza suggerire provvedimenti più indicati per
la difesa della viticoltura locale. Tale proposta viene respinta e si appoggia l'ordine del giorno
dell'Avv. Marconi di lari che invoca l'abbandono completo del sistema distruttivo dell'intera
provincia e fa voti che l'iniziativa privata sia coadiuvata dal governo e dagli Enti per promuovere
l'impianto di vivai comunali di viti americane". A proposito della fillossera è da ricordare senza
indugio il Consorzio Antifilloserico guidato da Gambini dott. Oreste, Cioni Fortuna avv. Guido,
Venerasi- Pesciolini conte G.B., Ferrini Giuseppe e Fossetti avv. Italo.
Lo scopo del consorzio, secondo il bollettino mensile " Il Progresso agricolo" della cattedra
ambulante di agricoltura, per la Provincia di Pisa, del 1908 era: scopo anti infezione filloserica,
diffusione pubblicazioni buona pratica, contribuire al progresso della viticoltura, fornire ai soci il
legno americano e quanto può loro occorrere per la difesa e la ricostituzione dei vigneti.
Sempre sul bollettino si legge : " (...) il vino toscano ha ormai acquistato una fama mondiale, ma il
commercio di esso è disorganizzato e privo di tutela. Si uniscano i viticoltori della Provincia di Pisa
e i componenti del Consorzio Antifillosera alla Società Viticoltori di Firenze".
Siamo nel 1923, quando Ottavio Ottavi in " Enologia teorico-pratica" parla dell'andamento
commerciale facendone una sintesi: " La Toscana esporta i suoi vini in tutte le regioni italiane e
all'estero. Le spedizioni avvengono specialmente dalle province di Siena, Firenze, Arezzo, Pisa e da
parte di quella di Lucca per i vini rossi.
L'esportazione dei vini in bottiglia all'estero (Germania, Francia, Svizzera, Malta, Egitto,
Montenegro, Turchia Europea, Argentina) ha avuto un aumento considerevole fino al principio
della guerra mondiale". E' invece del triennio 1924-1926 la breve analisi del commercio vinicolo
nei principali paesi importatori di vino italiano, tratta da la rivista mensile " Italia Agricola" del
1928. " Francia: la generalità dei vini che la Francia richiede appartiene alla categoria dei vini da
taglio e da mezzo taglio. Nel 1924 ha ritirato poco meno di 750 mila ettolitri di vino. Brasile:
L'Italia guadagna terreno.
Su " Italia Agricola", rivista mensile illustrata, il Dottor G. Tedeschini scrive : " La Toscana è la
regione classica del vino da pasto. Essa è anche patria del simpatico fiasco. Le caratteristiche di
finezza del vino toscano vengono in buona parte dai vitigni fra i quali dominano il San Giovese, il
Canaiolo e il Trebbiano". Andando avanti quasi di dieci anni per arrivare al 1935, si deve
considerare la rivista Il processo Agricolo" in cui troviamo che durante il II0 Congresso Barmans,
Maitres d'Hotel e Chefs di cucina per la conoscenza e la valorizzazione dei vini italiani, tenuto nel
1933, in Toscana si lamentò la mancanza di pubblicazioni rivolte a una migliore conoscenza dei
vini italiani. Fu così che la casa vinicola Barone Ricasoli si assunse l'onere di realizzare
un'iniziativa di tal genere. Vennero pubblicati: "I vini e gli alberghi" di Arturo Marescalchi, " I
caratteri di un vino genuino" di Giuseppe De Astis, " Dove si trovano i miglior vini italiani" di
Giovanni Dal masso.
Dunque un'iniziativa lodevole sia da un punto di vista informativo che pubblicitario. Si pensi alle
difficoltà economiche dell'epoca e alla modernità di tale iniziativa.
Sempre nel 1935, nei vivai del Consorzio Provinciale per la viticoltura di Pisa, si attuano iniziative,
come le definisce la stampa di allora " per cultura della vite in campo educativo, morale e
commerciale, attraverso corsi per educare maestranze specializzate nelle pratiche
vinicole,specialmente nell'innesto; studio dei vitigni americani che meglio si adattano ai vari terreni
della Provincia per la ricostituzione viticola".
I quattro vivai del Consorzio furono organizzati con l'approvazione del Ministero dell'Agricoltura e
delle Foreste. I vivai erano:
- vivaio di Ospedaletto, per la produzione di materiale innestato -vivaio di San
Mimato, per la produzione di Barbatelle
- vivaio di Pontedera, per la produzione di materiale americano da innesto ( talee)
- vivaio di Volterra, per la produzione di materiale mistoLa produzione di materiale ceduto agli
agricoltori al Vivaio di Pisa, 1934-35 ammonta a :
- barabatelle innestate 87.742
- barabatelle selvagge 19.205
- talee da impianto 51.120
Le barbatelle selvagge, vendute 15 £ al cento, erano di varie varietà. In maggioranza Riparia
Gioire, Riparia Cardifolia, Riparia Rupestris. Le barbatelle innestate, vendute 40£ al cento, si
componevano di San Gioveto, Trebbiano, Ciliegiolo, Lanaiolo e Malvasia. Potevano anche essere
innestate con uva da tavola, Colombana, Regina, Itala, Zibibbo, Moscato di Terracina, Aurora. Le
talee da impianto di varie varietà erano vendute a 4£ al cento. Il patrimonio viticolo provinciale era
di circa 789.000 ettari di superfice vitata, il numero delle viti in produzione sui 75 milioni.
B) Informazioni sulla qualità e sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico.
La Denominazione di Origine Controllata "Terre di Pisa" è riferita alle tipologie previste dal
disciplinare di produzione, le quali sotto gli aspetti analitici ed organolettici evidenziano
caratteristiche riconoscibile e ben evidenti e peculiari. Le stesse sono descritte all' art. 6 del
disciplinare. Dette caratteristiche esprimono una chiara appartenenza e tipicizzazione legata
all'ambiente geografico. I vini evidenziano caratteri di grande equilibrio sia dal punto di vista
visivo che olfattivo e gustativo. I vini con l'invecchiamento e l'affinamento si arricchiscono di
profumi e sapori più intensi e consistenti, e vengono ulteriormente esaltate nei vini le potenzialità
del territorio e dell'ambiente pedo – climatiche dal quale derivano le uve. L'intero processo di
produzione delle uve e della loro trasformazione in vino, è improntato sulla ricerca della qualità e
della migliore espressione dei caratteri di tipicità derivanti dalle peculiari caratteristiche
dell'ambiente geografico.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A e quelli di cui alla
lettera B
Il particolare ambiente pedo-climatico della zona, e l'ottimale esposizione dei vigneti concorrono a
determinare un ambiente nel quale i più importanti elementi naturali favoriscono positivamente tutte
le funzioni vegeto – produttive della pianta e la perfetta maturazione dei grappoli. Nella scelta dei
terreni ove collocare i vigneti vengono privilegiate le zone con buona esposizione e giacitura adatti
ad una viticoltura di pregio e di qualità. La secolare storia vitivinicola della zona dove insiste la
DOC "Terre di Pisa" , è la prova della stretta connessione ed interazione esistente fra i fattori umani
e la qualità e le peculiari caratteristiche dei vini ricadenti sotto tale Denominazione.
L'intervento dell'uomo nel corso dei secoli ha tramandato sul territorio le tradzionali tecniche di
coltivazione della vite ed enologiche, le quali, durante l'epoca moderna e contemporanea, sono state
ulteriormente migliorate ed affinate con il progresso scientifico e tecnologico fino ottenere gli
attuali vini rinomati.


Articolo 10
(Riferimenti alla struttura di controllo)
10.1 Nome e indirizzo della autorità di controllo:
Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Pisa
Piazza Vittorio Emanuele II , 5
56125 PISA
Tel.: +39 050 512111
Fax: +39 0586 512348
e-Mail: info@pi.camcom.it
La Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Pisa è l'autorità di controllo
autorizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del
decreto legislativo n. 61/2010, che effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del
presente disciplinare, conformemente all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed
all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per i prodotti beneficianti della DOP, mediante una
metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera
produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1,
2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012.


Allegato A – Indicazioni geografiche e toponomastiche
Terricciola:
 Morrona
 Soiana
 Soianella
 La Chientina
 La Sterza
 La Rosa
 Selvatelle
 Casanova
 Aia Bianca di sopra
 Aia Bianca di sotto
 Badia di Morrona
 Le Case
 Stibbiolo
 Villa Pieve a Pitti
 Podernovo
 Il Rondone
 Gli Scopeti
 I Sodi del Paretaio
 Antica
 I Poggi
 Peraia
 Le Colonne
 Il Felciaio
 Cerroni
 Crocina
 La Querciola
 Caligiano
 La Solatia
 Il Nocino
 La Cava
 Castelvecchio
 Colombiera
 Porzano
 Poggio Auzzo
 Poggiarelli
 Poggiarellini
 Fibbiano


Fauglia:
 Valtriano,
 Luciana,
 Acciaiolo
 San Regolo
 I Poggetti
 Poggio pallone
 Vallicelle
 Pugnano
 Poggio alla Farnia
 La Tavola
 Pontita
 Casabianca
 Ferrucci
 Fondo La Grotta
 Il Palazzaccio
 Villa Petri


Crespina:
 Cenaia,
 Cenaia Vecchia
 Tripalle;
 Ceppaiano,
 Botteghino
 La Tana
 Lavoria
 Le Lame
 La Leccia
 Migliano
 Poggio al Tesoro
 Siberia
 Villa il Poggio
 Volpaia
 Volpaina
 Lustignano
 I Gioielli
 La Guardia
 Bocca Mariana
 Poggio al Casone
 La Cinquantina


Lari:
 Boschi di Lari
 Casciana Alta
 Cevoli
 Visconti
 La Capannina
 Lavaiano
 Le Casine
 Perignano
 Quattro Strade
 San Ruffino
 Spinelli
 Usigliano
 Capannile
 Colle
 Croce
 Gramugnana
 Orceto
 Querceto
 Aiale
 I Princi
 Le capanne
 La Turchia
 Le cave
 San Frediano
 Le Selve
 Ripoli


Chianni:
 Rivalto
 Garetto
 I Gulfi
 L'Aiola
 La Fornace
 La Pescaia
 La Pieve
 Podere Vitalba
 Sassi Bianchi
 Villa Rosavita
 La Cascina
 Pieve di Rivalto
 Rivalto

Capannoli:
 San Pietro Belvedere
 Capavoli
 Santissima annunziata
 Strada,
 Solaia
 Pian di Roglio
 I mochi
 Palazzetto


Palaia:
 Alica
 Agliati
 Colleoli
 Forcoli
 Gello
 Montanelli
 Montechiari
 Montefoscoli
 Partino
 San Gervasio
 Villa Saletta
 Baccanella
 Chiecinella
 Collelungo
 La Palazzina
 Montacchita
 San Jacopo
 Sant'Andrea
 Toiano
 Usigliano
 Chiesina Vallicella


Peccioli:
 Cedri,
 Fabbrica,
 Ghizzano,
 Libbiano,
 Legoli,
 Montecchio,
 Montelopio
 La Bianca


Casciana Terme:
 Ceppato
 Collemontanino
 Parlascio
 Sant'Ermo
 Acquaviva
 Poggio ai Pini
 Poggio di San Giorgio
 Il Disperato
 La Selvicciola
 I Sodi
 Le Rigole
 Il Loghino
 La Piaggia
 Botriolo
 Podere Le Querce
 La Moraiola
 Le cave


Ponsacco
 Camugliano
 Le Melorie
 Val di Cava
 I Poggini
 Giardino


Pontedera:
 Il Romito
 La Rotta
 Montecastello
 Treggiaia
 Chiesa di Gello
 Gello di Lavaiano
 Granchi
 La Borra
 La Cava
 La Pineta
 La Porzia
 Le Cantine
 Le Vallicelle
 Magazzini
 Pardossi
 Santa Lucia
 Tiro a segno
 I Fabbri
 Zona Industriale Gello


Montopoli in Val d'Arno:
 San Romano,
 Capanne,
 Marti
 Angelica
 Castel del Bosco
 Fontanelle
 Gasparrino
 Masoria
 Mazzana
 Musciano
 San Lorenzo
 Sant'Andrea alle Fornaci
 Varramista


Lajatico:
 Orciatico;
 La Sterza,
 Villaggio San Giovanni
 Solatio di Crocignano
 Pian Lungo
 Pian del Fosce
 Vepre
 Pian dell'Olmo
 Querciaviglia
 Poggioncino
 Selva Pianina
 Piano delle Vigne


San Miniato:
 San Miniato Basso,
 Ponte a Egola,
 Stibbio,
 Molino d'Egola,
 Cigoli,
 La Catena,
 La Scala,
 Isola,
 Roffia,
 Ponte a Elsa,
 Corazzano,
 Balconevisi,
 Cusignano,
 La Serra,
 Moriolo
 Coniano
 San Quintino
 Alberaccio
 Borghigiana
 Bottega Genovini
 Genovini
 Bucciano
 Calenzano Primo
 Calenzano Secondo
 Calpetardo
 Campriano
 Canneto
 Case Altini
 Case nuove di Roffia
 Casotti di Moriolo
 Chiesina Vallicella
 Fondo scesa Balconevisi
 Fornacino
 Gargozzi
 Giovanastra
 Guerrazzi
 La Dogaia
 Le Case
 Le Colonne
 Le Tombe
 Leccio
 Mezzopiano Primo
 Mezzopiano secondo
 Molino Vecchio
 Montenaso
 Montorzo
 Ontraino
 Palagetto
 Palagio
 Palazzo Torto
 Parrino
 Piano di Moriolo
 Poggio
 Poggio a isola
 San Donato
 Sant'Angelo
 Sorrezzana
 Casa Strada
 San Miniato Stazione
 San Romano


Orciano Pisano:
 Convento
 Pieve Vecchia


Lorenzana:
 Laura,
 Tremoleto
 Colle Alberti
 I Greppioli
 La Casa
 Le Colombaie
 Podere del Pozzo
 Selvapiana
 Vicchio
 Roncione


Santa Luce:
 Pastina,
 Pomaia
 Pieve di Santa Luce
 Case Colombaie
 Il Poggio
 Stazione S. Luce


Allegato 1 – Vitigni complementari idonei alla produzione del vino a DOC TERRE DI PISA
1. Abrusco N.
2. Aleatico N.
3. Alicante Bouschet N.
4. Alicante N.
5. Ancellotta N.
6. Barbera N.
7. Bonamico N.
8. Bracciola Nera N.
9. Cabernet Franc N.
10. Cabernet Sauvignon N.
11. Calabrese N.
12. Caloria N.
13. Canaiolo Nero N.
14. Canina Nera N.
15. Carignano N.
16. Carmenere N.
17. Cesanese D'Affile N.
18. Ciliegiolo N.
19. Colombana Nera
20. Colorino N.
21. Foglia Tonda N.
22. Gamay N.
23. Groppello di Santo Stefano N.
24. Groppello Gentile N.
25. Lambrusco Maestri N.
26. Malbech N.
27. Malvasia N.
28. Malvasia Nera di Brindisi N.
29. Malvasia Nera di Lecce N.
30. Mammolo N.
31. Mazzese N.
32. Merlot N.
33. Mondeuse N.
34. Montepulciano N.
35. Petit verdot N.
36. Pinot Grigio G.
37. Pinot Nero N.
38. Pollera Nera N.
39. Prugnolo Gentile N.
40. Pugnitello N.
41. Rebo N.
42. Refosco dal Peduncolo rosso N.
43. Sagrantino N.
44. Sanforte N.
45. Schiava Gentile N.
46. Syrah N.
47. Tempranillo N.
48. Teroldego N.
49. Traminer Aromatico Rs

 


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