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Torgiano rosso riserva Docg

20.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEL VINO A DENOMINAZIONE DI ORIGINE
CONTROLLATA E GARANTITA  "TORGIANO ROSSO RISERVA"


Approvato DOC con DPR 27.10.1978 G.U.75 - 16.03.1979
Approvato DOCG con DPR 20.10.1990 G.U. 59 - 11.03.1991
Modificato con DM 21.07.2003 G.U. 184 - 09.08.2003
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 - 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con DM 10.06.2014 G.U. 140 – 19.06.2014
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione
La denominazione di origine controllata e garantita "Torgiano" è riservata al vino rosso riserva già
riconosciuto a denominazione di origine controllata con D.P.R. 27 Ottobre 1978 che risponde alle
condizione ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.


Articolo 2
Base ampelografica
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita "Torgiano" Rosso Riserva deve essere
ottenuto da uve prodotte nella zona di produzione, così come delimitata nel successivo articolo 3,
rispettando, nell'ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
Sangiovese : dal 70% al 100%
Altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, idonei alla coltivazione per la Regione dell'Umbria fino
ad un massimo del 30%, iscritti nel Registro Nazionale delle varietà di vite per le uve da vino
approvato con D.M. 7 Maggio 2004 e successivi aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del
presente disciplinare.


Articolo 3
Zona di produzione
Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita
"Torgiano" rosso riserva devono essere prodotte nel territorio amministrativo del Comune di
Torgiano in provincia di Perugia.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a denominazione
di origine controllata e garantita "Torgiano" rosso riserva , devono essere quelle tradizionali della
zona e comunque unicamente quelle atte a conferire alle uve, ai mosti e ai vini derivati le relative
caratteristiche di qualità.
Sono esclusi ai fini dell'iscrizione allo schedario viticolo "Torgiano Rosso Riserva " tutti i terreni di
pianura alluvionali ed umidi posti lungo il corso dei Fiumi Tevere e Chiascio, nonché i terreni posti
nel fondo valle e lungo i fossi ed i rii che scendono sul lato nord della collina detta Brufa.
E' vietata ogni pratica di forzatura.
E' consentita l'irrigazione di soccorso.
I nuovi impianti ed i reimpianti realizzati successivamente all'entrata in vigore del presente
disciplinare, devono essere realizzati con almeno 3.500 viti per ettaro.
La produzione massima di uva ammessa per la produzione del vino a denominazione di origine
controllata e garantita "Torgiano" rosso riserva non deve essere superiore a tonnellate 9 per ettaro
di vigneto in coltura specializzata.
La produzione, anche in annate eccezionalmente favorevoli, dovrà essere riportata al limite di cui
sopra purchè la produzione non superi del 20% il limite medesimo, fermo restando il limite di resa
uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
La resa massima dell'uva in vino non deve essere superiore al 65%.
Qualora la resa superi la percentuale sopra indicata, ma non oltre il 70%, l'eccedenza non avrà
diritto alla denominazione di origine controllata e garantita , oltre detto limite percentuale decade il
diritto alla denominazione di origine controllata e garantita di tutto il prodotto.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento obbligatorio del vino a denominazione
controllata e garantita "Torgiano" rosso riserva devono essere effettuate nell'ambito del territorio
del Comune di Torgiano e/o nei territori dei Comuni limitrofi, in Provincia di Perugia.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino a denominazione di origine controllata
e garantita "Torgiano" rosso riserva un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 12,00%
vol.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali, atte a conferire al vino le
sue peculiari caratteristiche.
La conservazione e l'invecchiamento del vino devono essere effettuati secondo i metodi
tradizionali.
Il vino a denominazione controllata e garantita "Torgiano" rosso riserva deve essere sottoposto ad
un periodo di invecchiamento di almeno tre anni, dei quali almeno 6 (sei) mesi in bottiglia.
Il periodo di invecchiamento decorre al 1° Novembre dell'annata di produzione delle uve.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
Il vino a denominazione di origine controllata e garantita "Torgiano" rosso riserva all'atto
dell'immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
- limpidezza: brillante;
- colore: rosso rubino;
- odore: vinoso, delicato;
- sapore: asciutto, armonico, di giusto corpo;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol;
- acidità totale minima: 4,0 g/l
- estratto non riduttore minimo: 21,0 g/l.
È in facoltà del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali modificare, con proprio
decreto i limiti minimi indicati per l'acidità totale e per l'estratto non riduttore.


Articolo 7
Designazione e presentazione
Nella presentazione e designazione del vino a denominazione di origine controllata e garantita
"Torgiano" rosso riserva , il termine "Riserva" deve figurare in etichetta al di sotto della dicitura
"denominazione di originale controllata e garantita" e non può essere intercalato tra questa e la
denominazione geografica "Torgiano".
Detto termine "Riserva" non può figurare in caratteri superiori alla denominazione "Torgiano".
Inoltre, è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente
disciplinare compresi gli aggettivi: "extra", "fine", "scelto", "selezionato" "vecchio" e simili o
similari.
E' tuttavia consentito, nel rispetto delle normative vigenti, l'uso di indicazioni che facciano
riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a
trarre in inganno l'acquirente.
Nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata "Torgiano Rosso Riserva" può
essere utilizzata la menzione "vigna" a condizione che sia seguita dal relativo toponimo o nome
tradizionale, che la vinificazione e la conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che
tale menzione venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri e nei documenti di
accompagnamento e che figuri nell'apposito elenco regionale ai sensi dell'art. 6 comma 8, del
decreto legislativo n. 61/2010.
Per il vino a denominazione di origine controllata e garantita "Torgiano" rosso riserva è
obbligatoria, su tutti i recipienti, l'indicazione dell'annata di produzione delle uve eventualmente
preceduta dalla menzione "vendemmia".


Articolo 8
Confezionamento
I vini a denominazione di origine controllata e garantita "Torgiano" rosso riserva debbono essere
immessi al consumo in bottiglie di vetro tipo "bordolese" o "borgognotta" o simili e comunque di
forma atta a salvaguardare l'immagine dei vini, chiuse esclusivamente con tappo di sughero raso
bocca.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica.
1. Fattori naturali rilevanti per il legame.
La zona geografica delimitata ricade nell'intero territorio del Comune amministrativo di Torgiano
in provincia di Perugia.
La geologia dell'area è caratterizzata della presenza di terreni fluvio-lacustri che si depositarono
durante il Pleistocene nel bacino della Val Tiberina conosciuto anche come Lago Tiberino.
Affiorano cioè nell'area di Torgiano i termini più recenti della sequenza litologica nota in letteratura
come Successione Umbro-Marchigiana.
Tali depositi, di età villafranchiana (parte alta del Pliocene, epoca compresa tra gli 1,65 e gli 0,01
milioni di anni fa) sono costituiti da sabbie e conglomerati intercalati localmente a livelli argillosi di
spessore variabile.
Nell'area di Torgiano questi terreni villafranchiani sono costituiti da sabbie, sabbie argillose, argille
sabbiose ed argille.
Le strutture sedimentarie presenti nelle sabbie fluvio-lacustri sono date da laminazioni piano
parallele ed incrociate, mentre le argille, che mostrano una laminazione esclusivamente di tipo
piano-parallelo, contengono banchi di lignite.
Episodi vulcanici sono testimoniati dalla presenza di vulcaniti (tufi e tufiti) comuni a tutta la Valle
del Tevere. La deposizione di rocce calcaree di origine continentale è evidenziata la depositi
travertinosi, con resti organici vegetali. Nell'area sono dunque presenti depositi pre-pliocenici
marini (marnoso-arenacea), che costituiscono l'ossatura dei morbidi rilievi dolci circostanti
Torgiano (circa 400 metri s.l.m.), depositi lacustri Pliocenici, depositi fluvio-lacustri Pleistocenici,
depositi fluviali Oleocenici, vulcaniti e travertini.
La sedimentazione attuale (Olocene) è dovuta ai depositi alluvionali sabbiosi negli alvei dei
principali corsi d'acqua, Tevere e Chiascio.
L'evoluzione recente di quest'area, dunque, vede il passaggio da una zona a sedimentazione
lacustre di cui sono testimonianza i depositi di ligniti e gli organismi fossili continentali (mammiferi
e molluschi), ad una successione di depositi fluviali legati all'evoluzione ed al cambiamento di
corso del fiume Tevere, il cui bacino idrogeologico, come quello dei principali corsi d'acqua,
influenza in maniera determinante la natura dei circostanti terreni ed in particolar modo la loro
agricoltura. Tutti i depositi dovuti alle esondazioni ed agli straripamenti fluviali rappresentano
infatti terreni molto fertili.
Questi terreni recenti che si depongono in ambiente fluviale e di acqua dolce, rappresentano
l'ultima differenziazione geologica di un'intera regione, il dominio Umbro-Marchigiano.
In conclusione, è per una piccola curiosità scientifica che ricolleghiamo la natura delle rocce
affioranti nell'area di Torgiano alla storia evolutiva, fatta di fasi alterne marine e continentali, dei
sedimenti che precedono questi depositi.
Su di un basamento di natura continentale, pertinente alla placca africana, si è sviluppata nell'arco
di oltre 250 milioni di anni, la storia della Regione Umbro-Marchigiana.
Alla base della successione sedimentaria, fossili e terreni testimoniano un ambiente continentale
dato da facies fluviali, palustri e terre emerse durante il Triassico; la sedimentazione Giurassica
assume invece un carattere marcatamente marino.
L'ingressione oceanica della fine dell'epoca Triassica determina l'instaurarsi di una sedimentazione
subacquea di piattaforma prima (Calcare Massiccio) ed una sedimentazione pelagica poi, che
rimane tale per tutta l'Era Secondaria (Mesozoico) e che torna a sedimenti fluvio-lacustri soltanto
successivamente all'orogenesi Appenninica, con il dominio del Lago Tiberino. Le rocce della nostra
successione ci dicono dunque che durante il Triassico le nostre aree erano caratterizzate da una
sedimentazione continentale; il mare poi arrivò a coprire praticamente l'intera penisola (bel lungi
dall'avere una configurazione geografica simile a quella attuale) fino alla fine del Miocene quando,
circa dodici milioni di anni fa, una forte attività tettonica successiva all' orogenesi Appenninica,
portò all'emersione della penisola stessa. In Umbria si instaurò un regime lacustre di vaste
proporzioni, indicato dai geologi come "Lago Tiberino", che si estendeva da Città di Castello a
Spoleto, da Perugia a Città della Pieve. Questo grande lago restò durante il Pliocene e per gran parte
del Pleistocene (cioè per circa tre milioni di anni) a caratterizzare con la sua presenza le fasi
sedimentarie dell'area Umbra.
A questa sedimentazione sono legate le sabbie Plioceniche e Pleistoceniche che affiorano nell'area
di Torgiano; le ligniti ed i resti di mammiferi che frequentemente si rinvengono rappresentano le
testimonianze della vita che fino ad un milione di anni fa si sviluppò sulle sponde del Lago
Tiberino.
I terreni dell'area sono quindi riconducibili principalmente a terreni argilloso sabbiosi, di media
profondità, dotati di buona struttura con sottosuolo calcareo e tufaceo. Tutti i terreni sono profondi
dotati di buona capacità idrica e ottima struttura. L'altitudine dei terreni coltivati a vite è compresa
tra i 220 e i 400 m s.l.m. con pendenza variabile e l'esposizione generale è orientata verso ovest e
sud-ovest.
Il clima dell'area è secco e siccitoso in estate con buone escursioni termiche, nei mesi di luglio ed
agosto, temperato nel mese di giugno, e settembre , freddo e umido nei mesi invernali.
Il massimo della piovosità è localizzato nella seconda decade di febbraio, mentre il massimo
decadico di pioggia si ha nella seconda decade del mese di novembre con un minimo assoluto nella
prima decade di luglio.
Le precipitazioni annue variano da un minimo di 800/1000 mm ed un massimo di 2.100 mm: la
media annua risulta essere di 1.500 mm; i giorni con pioggia sono compresi tra 70 e 120 giorni, con
una media di 95 giorni piovosi.
2. Fattori umani rilevanti per il legame.
Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio di produzione, che, per consolidata
tradizione, hanno contribuito ad ottenere il vino "Torgiano Rosso Riserva DOCG".
Recenti scavi archeologici di una villa rustica romana alle porte di Torgiano, hanno riportato alla
luce un'ingente quantità di resti d'anfore vinarie; il ritrovamento convalida la presenza di un'estesa
viticoltura, preannunciata da numerosi altri simili reperti affiorati nel tempo. Studi in corso
localizzano qui il percorso dell'Amerina.
Torgiano è un castrum che deve la sua riedificazione su rovine romane alla posizione strategica e
alla garanzia di approvvigionamento dei mercati perugini, offerta dalla fertilità dei terreni di
pianura e dalla vocazione vitivinicola e olivicola dei rilievi che la collegano alla coeva Castel
Grifone, oggi Brufa.
Insediamento romano in rovina, Torgiano è riedificato come castrum del sistema difensivo
perugino; la delibera è presa dal Comune di Perugia nel 1276 in rispondenza agli obbiettivi militari
ed economici offerti da ubicazione e ambiente. Considerato che ai piedi del rilievo su cui poggia –
distante brevi miglia da Perugia, in direzione Roma – confluiscono Chiascio Tevere e le vallate
percorse dai due fiumi, il castrum ha il valore di un avamposto innestato su nodo viario romano e
altomedievale. I terreni pianeggianti sono ottimi per cereali, ortaggi, frutta, piante da fibre tessili. I
ricchi depositi di limo, la terra fresca per l'argilla, l'altitudine media di 300 - 400 m s.l.m.,
l'esposizione soleggiata della dorsale che collega Torgiano a Brufa – il medievale Castel Grifone,
coevo castello di poggio – rendono l'area collinare ambiente ideale per l'allevamento di viti e olivi.
Numerosi rogiti notarili confermano il rapido susseguirsi di opere di dissodamento e di
miglioramento fondiario realizzate sotto l'influenza della colonizzazione benedettina, presente in
loco anche con il lascito di Santa Maria in Bucarelli, del 1338. Sono le opere che avviano una
produzione viticola presto tutelata dagli Statuti Comunali di Perugia, più tardi da quelli di Torgiano.
Una maggiore attenzione alla toponomastica invita a soffermarsi su due tra le possibili etimologie
del toponimo Torgiano delle quali una deriverebbe da "turris amnes", cioè "terra dei fiumi", la
seconda, certamente più attendibile, dal nome "Tursius", membro di un'importante famiglia
senatoriale che nel IV secolo d.C. dominò la zona. Un'ulteriore ipotesi è stata formulata intorno a
Tursa, una divinità umbra battagliera e minacciosa, posta a tutela dei confini territoriali (Marina
Bon Valsassina).
Frammenti di mosaici, resti di edicole, strutture edilizie, fornaci, cisterne, canalizzazioni anfore
vinarie e toponimastica, testimoniano la presenza di insediamenti e villae rusticae e attestano la
locale consuetudine alla viticoltura in età romana. Ne è conferma l'alto numero di resti di anfore
vinarie affiorate alla luce durante il recente scavo della già citata villa rustica del II sec. a.C., alle
porte di Torgiano.
È da considerare che il letto del Tevere era allora prossimo al luogo e che nelle "Epistulae" Plinio il
Giovane lo considera abituale via fluviale per il trasporto a Roma di prodotti dalla sua tenuta di
Tifernum Tiberinum (Città di Castello).
Reperti e ricerche in corso sulla viabilità romana localizzano nel territorio circostante Torgiano il
percorso della via Amerina precedente all'attraversamento del Tevere.
Dopo lunghi secoli di alterne vicende storiche, all'affermarsi della nuova viticoltura mondiale,
Torgiano si è allineata con le zone vitivinicole italiane più note ricevendo per prima in Umbria, nel
1968 il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata cui è seguita quella a DOCG
nel 1990.
L'incidenza dei fattori umani, nel corso della storia, è in particolare riferita alla puntuale
definizione dei seguenti aspetti tecnico produttivi, che costituiscono parte integrante del vigente
disciplinare di produzione.
- La base ampelografica dei vigneti: i vitigni idonei alla produzione del vino in questione, sono
quelli tradizionalmente coltivati nell'area geografica considerata: Sangiovese, Cabernet
Sauvignon, Merlot, Canaiolo e da poco Colorino .
- Le forme di allevamento, i sesti d'impianto e i sistemi di potatura che, anche per i nuovi impianti,
sono quelli tradizionali e tali da perseguire la migliore e razionale disposizione sulla superficie delle
viti, sia per agevolare l'esecuzione delle operazioni colturali, sia per consentire la razionale gestione
della chioma, permettendo di ottenere una adeguata superficie fogliare ben esposta e di contenere le
rese di produzione di uva entro i limiti fissati dal disciplinare;
- Le pratiche relative all'elaborazione dei vini, sono quelle tradizionalmente consolidate in zona per
la vinificazione in rosso dei vini maggiormente strutturati, la cui elaborazione comporta determinati
periodi di invecchiamento ed affinamento obbligatori.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico.
La DOCG "TORGIANO ROSSO RISERVA" è riferita a una tipologia di vino rosso che dal punto
di vista analitico ed organolettico presentano caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte
all'articolo 6 del disciplinare, che ne permettono una chiara individuazione e tipicizzazione legata
all'ambiente geografico.
Al sapore il vino ha un acidità normale, ottima struttura, colore tendenzialmente rosso rubino cui si
accompagnano aromi floreali.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B).
L'orografia collinare dell'areale di produzione, e l'esposizione ad ovest sud-ovest, concorrono a
determinare un ambiente aeroso, luminoso e con un suolo naturalmente sgrondante dalle acque
reflue, particolarmente vocato per la coltivazione dei vigneti. Da tale area sono peraltro esclusi i
terreni confinanti con i corsi dei Fiumi Tevere e Chiascio ubicati in zone spesso non adatte ad una
viticoltura di qualità e i terreni posti nel fondo valle e lungo i fossi ed i rii che scendono sul lato
nord della Collina detta Brufa.
Le fasce collinari (300/400 metri) dove sono presenti depositi colluviali (ossia materiali erosi delle
aree collinari circostanti e trasportati in basso, dove coprono vecchi depositi alluvionali), sono
caratterizzate da terreni con una tessitura degli orizzonti di superficie franca con meno argilla e più
sabbia con terreni spesso sono ricchi di scheletro moderatamente profondi, buon contenuto di
calcare, poveri di sostanza organica, permeabili con modesta capacità di ritenuta idrica. Tali terreni
sono ovviamente vocati alla coltivazione dei grandi vitigni rossi in particolare Sangiovese, su tutti
accompagnato tradizionalmente da Canaiolo, Cabernet Sauvignon, Merlot, Colorino;
Anche il clima dell'areale di produzione, caratterizzato da precipitazioni abbondanti (1165 mm),
con scarse piogge estive (120 mm) nei mesi di luglio e agosto, aridità e temperatura relativamente
elevata e ottima insolazione nei mesi di settembre ed ottobre, consente alle uve di maturare
lentamente e giungere a maturazione completa in qualche anno anche fino al mese di novembre,
contribuendo in maniera significativa alle particolari caratteristiche organolettiche del vino
"Torgiano Rosso Riserva DOCG".
Indubbiamente molto del particolare "bouquet" del vino "Torgiano Rosso Riserva DOCG" è dovuto
a questa maturazione prolungata sulla pianta, in un clima temperato, ma caratterizzato,
segnatamente nella fase finale, da una elevata escursione termica tra notte e giorno.
Nel 1990 il Torgiano Rosso Riserva ottiene il riconoscimento DOCG .
La storia recente è caratterizzata da un'evoluzione positiva della denominazione, con l'impianto di
nuovi vigneti, la nascita di nuove aziende oltre a quella storica (Lungarotti) che ha contribuito alla
creazione delle denominazione in modo pressoché determinante.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
Nome e Indirizzo: Valoritalia srl, Società per la Certificazione delle qualità delle produzioni
Vitivinicole Italiane, Via Piave 84, 00187 Roma; Sede Periferica di Orvieto
Telefono 0763/343790 - Fax 0763/394980;
Valoritalia srl è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2), che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera a) e c), ed all'articolo 26 del Reg. CE n. 607/2009, per
i prodotti beneficianti della DOP, mediante una metodologia dei controlli combinata (sistematica
ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento),
conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 


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