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Costa Etrusco Romana Igt

22.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A INDICAZIONE GEOGRAFICA TIPICA
«COSTA ETRUSCO ROMANA»


Approvato con DM 20.09.2011 G.U. 239 - 13.10.2011
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 - 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con DM 07.03.201 4 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione
L'indicazione geografica tipica «Costa Etrusco Romana» è riservata ai vini che rispondono alle
condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
«Costa Etrusco Romana» Bianco;
«Costa Etrusco Romana» Rosso;
«Costa Etrusco Romana» Fiano;
«Costa Etrusco Romana» Malvasia Puntinata;
«Costa Etrusco Romana» Vermentino;
«Costa Etrusco Romana» Chardonnay;
«Costa Etrusco Romana» Sangiovese;
«Costa Etrusco Romana» Merlot;
«Costa Etrusco Romana» Syrah;
«Costa Etrusco Romana» Cabernet Sauvignon.


Articolo 2
Tipologie vini e relativa base ampelografica
I vini ad indicazione geografica tipica «Costa Etrusco Romana» devono essere ottenuti dalle uve
prodotte dai vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica per le
seguenti tipologie:
Costa Etrusco Romana bianco:
Malvasia puntinata e/o Vermentino minimo 60%, con la presenza dell'uno o dell'altro vitigno non
inferiore al 25%.
Fiano e/o Chardonnay massimo 25%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino, altri vitigni a bacca di colore analogo, idonei alla
coltivazione per la Regione Lazio, da soli o congiuntamente, nella misura massima del 15%.
Costa Etrusco Romana rosso:
Montepulciano e/o Sangiovese minimo 60%, con la presenza dell'uno o dell'altro vitigno non
inferiore al 25%;
Merlot massimo 25%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino, altri vitigni a bacca di colore analogo, idonei alla
coltivazione per la Regione Lazio, da soli o congiuntamente, nella misura massima del 15%.
L'indicazione geografica tipica «Costa Etrusco Romana», con la specificazione del vitigno, è
riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, per almeno
l'85% dai sottoelencati vitigni:
Fiano, Malvasia Puntinata, Vermentino, Chardonnay, Sangiovese, Merlot, Syrah, Cabernet
Sauvignon.
Possono concorrere alla produzione di detti vini sopra indicati, altri vitigni idonei alla coltivazione
per la Regione Lazio, da soli o congiuntamente, nella misura massima del 15%.


Articolo 3
Zona di produzione uve
La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini ad indicazione geografica tipica
«Costa Etrusco Romana» ricade nella provincia di Roma e comprende l'intero territorio dei comuni
di Cerveteri, Ladispoli, S. Marinella, Fiumicino e Tolfa.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all'art. 2
devono essere quelli tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve e ai vini le
specifiche caratteristiche di qualità.
E' vietata ogni pratica di forzatura. E' consentita l'irrigazione di soccorso.
La produzione massima di uva ad ettaro e la gradazione minima naturale per tipologia di vino, sono
le seguenti:
«Costa Etrusco Romana» Bianco:
produzione uva tonn/ettaro: 12,00
titolo alcolometrico volumico naturale minimo: 11,00%
«Costa Etrusco Romana» Rosso:
produzione uva tonn/ettaro: 11,00
titolo alcolometrico volumico naturale minimo: 11,50%
«Costa Etrusco Romana» Fiano:
produzione uva tonn/ettaro: 12,00
titolo alcolometrico volumico naturale minimo: 11,00%
«Costa Etrusco Romana» Malvasia Puntinata:
produzione uva tonn/ettaro: 12,00
titolo alcolometrico volumico naturale minimo: 11,00%
«Costa Etrusco Romana» Vermentino:
produzione uva tonn/ettaro: 12,00
titolo alcolometrico volumico naturale minimo: 11,00%
«Costa Etrusco Romana» Chardonnay:
produzione uva tonn/ettaro: 12,00
titolo alcolometrico volumico naturale minimo: 11,00%
«Costa Etrusco Romana» Sangiovese:
produzione uva tonn/ettaro: 11,00
titolo alcolometrico volumico naturale minimo: 11,50%
«Costa Etrusco Romana» Merlot:
produzione uva tonn/ettaro: 11,00
titolo alcolometrico volumico naturale minimo: 11,50%
«Costa Etrusco Romana» Syrah:
produzione uva tonn/ettaro: 11,00
titolo alcolometrico volumico naturale minimo: 11,50%
«Costa Etrusco Romana» Cabernet Sauvignon:
produzione uva tonn/ettaro: 11,00
titolo alcolometrico volumico naturale minimo: 11,50%


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all'interno della zona delimitata nell'art. 3.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche atte a conferire ai vini le proprie peculiari
caratteristiche.
La resa massima dell'uva un vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore al 75%,
per tutti i tipi di vino di cui all'art. 2.


Articolo 6
Caratteristiche del vino al consumo
I vini a Indicazione Geografica Tipica «Costa Etrusco Romana», anche con la specificazione di
vitigno, all'atto dell'immissione al consumo devono avere le seguenti caratteristiche:
«Costa Etrusco Romana» bianco
colore: giallo, a volte tendente al dorato o al verdognolo;
odore: intenso, fruttato;
sapore: dal secco al dolce, tipico, sapido, a volte vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l.
«Costa Etrusco Romana» rosso
colore: rosso rubino più o meno carico tendente al granato con l'invecchiamento;
odore: complesso, fruttato;
sapore: dal secco al dolce, armonico, tipico, a volte vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 1 2,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l.
«Costa Etrusco Romana» Fiano
colore: giallo, a volte tendente al dorato o al verdognolo;
odore: intenso, fruttato;
sapore: dal secco al dolce, tipico, sapido, a volte vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l.
«Costa Etrusco Romana» Malvasia Puntinata
colore: giallo, a volte tendente al dorato o al verdognolo;
odore: intenso, fruttato;
sapore: dal secco al dolce, tipico, sapido, a volte vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l.
«Costa Etrusco Romana» Vermentino
colore: giallo, a volte tendente al dorato o al verdognolo;
odore: intenso, fruttato;
sapore: dal secco al dolce, tipico, sapido, a volte vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l.
«Costa Etrusco Romana» Chardonnay
colore: giallo, a volte tendente al dorato o al verdognolo;
odore: intenso, fruttato;
sapore: dal secco al dolce, tipico, sapido, a volte vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l.
«Costa Etrusco Romana» Sangiovese
colore: rosso rubino più o meno carico tendente al granato con l'invecchiamento;
odore: complesso, fruttato;
sapore: dal secco al dolce, armonico, tipico, a volte vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 1 2,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l.
«Costa Etrusco Romana» Merlot
colore: rosso rubino più o meno carico tendente al granato con l'invecchiamento;
odore: complesso, fruttato;
sapore: dal secco al dolce, armonico, tipico, a volte vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 1 2,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l.
«Costa Etrusco Romana» Syrah
colore: rosso rubino più o meno carico tendente al granato con l'invecchiamento;
odore: complesso, fruttato;
sapore: dal secco al dolce, armonico, tipico, a volte vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 1 2,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l.
«Costa Etrusco Romana» Cabernet Sauvignon
colore: rosso rubino più o meno carico tendente al granato con l'invecchiamento;
odore: complesso, fruttato;
sapore: dal secco al dolce, armonico, tipico, a volte vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 1 2,00% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l.


Articolo 7
Etichettatura designazione e presentazione
All'indicazione geografica tipica «Costa Etrusco Romana» è vietata l'aggiunta di qualsiasi
qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli
aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.
E' tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi
privati purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il consumatore.
Nella designazione e presentazione del vino ad Indicazione Geografica Tipica «Costa Etrusco
Romana» deve figurare l'annata di produzione delle uve.


Articolo 8
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazione sulla zona geografica
1) Fattori naturali rilevanti per il legame
La zona geografica delimitata comprende l'intero territorio amministrativo dei comuni di Cerveteri,
Fiumicino, Ladispoli, Santa Marinella e Tolfa in provincia di Roma, ed è composta dal litorale laziale
e dalle colline retrostanti poste tra la foce del fiume Tevere ed i monti della Tolfa
L'andamento del territorio retrostante il litorale è caratterizzato da un aspetto collinare, ma spesso
addolcito da grandi pianori tufacei, dovuti ad una attività eruttiva di tipo lineare del sistema
sabatino, che ha dato luogo a pareti scoscese con declivi e versanti alquanto arrotondati che si
raccordano in valli poco solcate ed incise da fossi o torrenti. Conseguentemente la genesi del
territorio è segnata da una lunga vicenda geologica scandita da tre fasi di vulcanesimo che risalgono
rispettivamente all'Eocene, al Miocene e al Quaternario: queste hanno originato nel medesimo
comprensorio tre settori a caratteristiche morfologiche differenziate e quindi tre tipi di terreni. Una
serie di picchi quasi tutti di tipo trachitico rappresentano i punti più alti (e geologicamente più
antichi) dove le cime più elevate possono talora superare i 600 m s.l.m. (M. delle Grazie, M. della
Frombola e M. Sassicari), al contrario la Montagnola e la Tolfaccia rappresentano due cupole
laviche isolate, mentre il pianoro di Pian Sultano risulta composto, almeno superficialmente da un
grande piastrone di travertino. Si riscontrano di conseguenza: terreni del Pliocene Superiore e
Pleistocene composti da prodotti tardovulcanici (lave in domi, ignimbriti e tufi); terreni del Miocene
Superiore – Pliocene composti da argille grigie e sabbie argillose: questi terreni sono sovrastati da
quattro piccole acropoli (i "Piani") del Quaternario (ignimbriti e tufi) riferibili all'apparato
vulcanico sabatino; terreni che risalgono al Cretaceo Superiore composto da argilliti brune con
alternanze di calcari (marnosi e silice).
Nel litorale, di origine alluvionale ed interessato parzialmente dalle formazioni vulcaniche sono
presenti: terreni derivanti da dune antiche e dune costiere di sabbie consolidate (sabbie di litorale
marino o di litorale lacustre); terreni composti da sabbie con marne ed argille, depositi alluvionali
antichi con ghiaia e sabbie più o meno argillose con depositi palustri e lacustri; terreni derivanti da
depositi vulcanici come le piroclastici, le pozzolane nere e le pozzolane rosse.
L'altitudine dei terreni coltivati a vite è compresa tra i 2 e i 567 m s.l.m. con pendenza variabile:
l'esposizione generale è orientata verso ovest e sud-ovest.
Il clima dell'area è di tipo mediterraneo di transizione ed è caratterizzato da precipitazioni medie
annue comprese tra i 810 ed i 940 mm, con aridità estiva presente giugno, luglio, agosto (pioggia
73-123 mm) e sporadicamente anche a maggio. La temperatura media è compresa tra i 14,8 ed i
15,6°C: freddo prolungato ma non intenso da novembre ad aprile, con temperatura media inferiore
ai 10°C per 3-4 mesi l'anno e temperatura media minima del mese più freddo dell'anno che oscilla
tra 2,3 e 4,0° C.
2) Fattori umani rilevanti per il legame
Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio di produzione, che per consolidata
tradizione hanno contribuito ad ottenere il vino "Costa Etrusca Romana".
La coltivazione della vite in Lazio ha origini antichissime, iniziata sicuramente dagli Etruschi,
raggiunse un notevole progresso, favorito anche da evolute conoscenze tecniche e da materiale
ampelografico di varia origine, raccolto attraverso gli ampi rapporti commerciali di questo popolo.
I georgici latini citano più volte il vino del Ceretano: Marziale ricorda il vino caeretanus come
ottimo e che assomigliava al Setino vecchio e di buona qualità, e anche Columella celebra l'antica
Cere per il suo vino squisito.
Col passare dei secoli la coltivazione della vite ha avuto sempre un ruolo molto importante
nell'economia agraria della regione come testimoniano, ad esempio, gli statuti delle principali città
come quello della città di Civitavecchia, emanato nel 1451, che conteneva ben 20 capitoli che
regolamentavano la produzione ed il commercio del vino, ed in particolare prevedevano l'epoca
della vendemmia, pene per i danneggiatori delle vigne e le misure che dovevano usare i Tavernari
per la vendita.
In tempi più recenti, nel 1761 , il Marchese Frangiapani nella Istoria dell'antichissima città di
Civitavecchia, riporta in un passo la vigna del Sig. Malacrosta, e nel 1803, il Nicolaj nelle Memorie,
leggi, ed osservazioni sulle campagne e sull'Annona di Roma riporta numerosi terreni vignati in
località Castiglione, Carlotta di Ceri, San Martino di Ceri, Villa del Sasso, Santa Marinella (con
annessa osteria), Santa Severa (Prato della rocca, Rimessone, Castello) ancora oggi interessati dalla
viticoltura.
Nella Storia di Civitavecchia dalla sua origine fino all'anno 1848, Vincenzo Annovazzi scrive "non
vè dubbio che il suo territorio sia molto acconcio per qualunque specie di coltura , ed in particolar
modo per quella delle viti.
Nell'Inchiesta Jacini, Atti della Giunta per la Inchiesta Agraria e sulle condizioni della classe
agricola (1883), si riportano aumenti di superfici a vigneto nei comuni di Cerveteri con varietà
principali Uva Grassa, Buccia dura, Verdello, Spagnuola e Procanico e Tolfa (Pergolese e
Aleatico).
- base ampelografica dei vigneti: i vitigni idonei alla produzione del vino in questione sono quelli
tradizionalmente coltivati nell'area di produzione.
- le forme di allevamento, i sesti d'impianto e i sistemi di potatura, anche per i nuovi impianti, sono
quelli tradizionali e tali da perseguire la migliore e razionale disposizione sulla superficie delle viti,
sia per agevolare l'esecuzione delle operazioni colturali, sia per consentire la razionale gestione
della chioma.
- le pratiche relative all'elaborazione dei vini sono quelle tradizionalmente consolidate in zona per la
vinificazione vini bianchi complessi ed equilibrati ed in rosso di vini tranquilli e strutturati.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente
I vini di cui al presente disciplinare di produzione presentano, dal punto di vista analitico ed
organolettico, caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte all'articolo 6, che ne permettono
una chiara individuazione e tipicizzazione legata all'ambiente geografico.
In particolare tutti i vini, sia bianchi che rossi, presentano caratteristiche chimico-fisiche equilibrate
in tutte le tipologie, mentre al sapore e all'odore si riscontrano aromi prevalenti tipici dei vitigni.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B).
L'orografia prevalentemente collinare del territorio di produzione, l'esposizione generalmente ad
ovest sud-ovest dei vigneti e l'ubicazione degli stessi in zone particolarmente vocate alla
coltivazione della vite, concorrono a determinare un ambiente adeguatamente ventilato e luminoso,
favorevole ad una ottimale svolgimento delle funzioni vegeto-produttive della pianta.
Nella scelta delle aree di produzione vengono privilegiati i terreni con buona esposizione adatti ad
una viticoltura di qualità.
La millenaria storia vitivinicola della regione, dall'epoca degli Etruschi, al medioevo, fino ai giorni
nostri, attestata da numerosi documenti, è la fondamentale prova della stretta connessione ed
interazione esistente tra i fattori umani e la qualità e le peculiari caratteristiche del vino "Costa
Etrusca Romana".
Ovvero è la testimonianza di come l'intervento dell'uomo abbia, nel corso dei secoli, plasmato e
valorizzato il particolare territorio tramandando le tecniche di coltivazione della vite e le pratiche
enologiche tradizionali, le quali, nell'epoca moderna e contemporanea sono state migliorate ed
affinate, grazie anche all'indiscusso progresso scientifico e tecnologico, fino ad ottenere gli attuali
rinomati vini.
La IGT «Costa Etrusca Romana» è stata riconosciuta con Decreto ministeriale del 20 settembre
2011.


Articolo 9
Riferimenti alla struttura di controllo
Nome e Indirizzo: Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Roma
Via Appia Nuova 218 – 00179 Roma
Telefono 06/52082699 - Fax 06/52082494;
e-mail: lcm.amministrazione@rm.camcom.it
La C.C.I.A.A. di Roma è l'Autorità pubblica designata dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 1) che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera b) e c), ed all'articolo 26, par. 1, del Reg. CE n.
607/2009, per i prodotti beneficianti della IGP, mediante una metodologia dei controlli combinata
(sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione,
confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 2).

 


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