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Forlì Igt

22.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI AD INDICAZIONE GEOGRAFICA TIPICA
"FORLÌ"


Approvato con DM 18.11.1995 G.U. 285 – 06.12.1995
Modificato con DM 10.04.1996 G.U. 100 - 30.04.1996
Modificato con DM 22.01.1998 G.U. 25 - 31.01.1998
Modificato con DM 02.10.1998 G.U. 242 - 16.10.1998
Modificato con DM 25.07.2007 G.U. 185 - 10.08.2007
Modificato con DM 22.12.2010 G.U. 4 - 07.01.2011 (S.O. n.6)
Modificato con DM 15.06.2011 G.U. 149 - 29.06.2011
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 12.07.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
(concernente correzione dei disciplinari) Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
1.1 L'Indicazione Geografica Tipica "Forlì" accompagnata o meno dalle specificazioni previste
dal presente disciplinare di produzione, è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai
requisiti in appresso indicati.


Articolo 2
Base ampelografica
2.1 L'Indicazione Geografica Tipica "Forlì" è riservata ai seguenti vini:
bianchi, anche nelle tipologie vivace, frizzante e spumante;
rossi, anche nelle tipologie vivace, frizzante e novello;
rosati, anche nella tipologia vivace, frizzante e spumante.
2.2 I vini a Indicazione Geografica Tipica "Forlì" bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti
da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei alla
coltivazione per la Regione Emilia Romagna, iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite per
uve da vino approvato con DM 7 maggio 2004, e successivi aggiornamenti, riportati nell'allegato 1
del presente disciplinare.
2.3 La Indicazione Geografica Tipica "Forlì" con la specificazione di uno dei vitigni di seguito
elencati: Ancellotta, Barbera, Bombino bianco, Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Canina nera,
Centesimino, Chardonnay, Ciliegiolo, Fortana, Garganega, Malvasia (da Malvasia Bianca di
Candia), Manzoni bianco, Marzemino, Merlot, Montù, Moscato bianco, Müller Thurgau, Pinot
bianco, Pinot nero, Riesling, Riesling italico, Sangiovese, Sauvignon, Syrah, Terrano, Trebbiano
(da Trebbiano romagnolo e/o Trebbiano toscano), Uva Longanesi è riservata ai vini ottenuti da uve
provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, per almeno l'85%, dal corrispondente
vitigno.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei vini sopraindicati, altre uve dei
vitigni a bacca di colore analogo, non aromatici, idonei alla coltivazione per la Regione Emilia
Romagna fino ad un massimo del 15%.
2.4 I vini a Indicazione Geografica Tipica "Forlì" con la specificazione di uno dei vitigni
indicati al comma 2.3 possono essere prodotti anche nelle tipologie vivace e frizzante per i vini
bianchi, rossi e rosati, nella tipologia novello per i vini rossi e nella tipologia spumante,
quest'ultima limitatamente ai vini bianchi.
2.5 La Indicazione Geografica Tipica "Forlì" con la specificazione di due dei vitigni elencati al
comma 2.3 è riservata ai relativi vini, anche nelle tipologie vivace, frizzante, nonché, limitatamente
ai vini bianchi, anche nella tipologia spumante e, limitatamente ai vini rossi, anche nella tipologia
novello, alle condizioni previste dalla normativa comunitaria.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
3.1 La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei vini designati con la Indicazione
Geografica Tipica "Forlì" comprende l'intero territorio amministrativo della provincia di
Forlì/Cesena, nella regione Emilia-Romagna.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
4.1 Condizioni naturali dell'ambiente. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati
alla produzione dei vini di cui all'art. 2 devono essere quelle tradizionali della zona.
4.2 Resa a ettaro e titolo alcolometrico minimo naturale.
La produzione massima di uva per ettaro di vigneti in coltura specializzata, nell'ambito aziendale,
non deve essere superiore per i vini a Indicazione Geografica Tipica "Forlì" bianco a tonnellate 29,
per i vini a Indicazione Geografica Tipica "Forlì" rosso e rosato a tonnellate 26; per i vini a
Indicazione Geografica Tipica "Forlì" con la specificazione del vitigno non deve essere superiore ai
limiti di seguito riportati:
"Forlì" Ancellotta t/ha 20
"Forlì" Barbera t/ha 22
"Forlì" Bombino bianco t/ha 29
"Forlì" Cabernet franc t/ha 22
"Forlì" Cabernet sauvignon t/ha 22
"Forlì" Canina nera t/ha 26
"Forlì" Centesimino t/ha 15
"Forlì" Chardonnay t/ha 24
"Forlì" Ciliegiolo t/ha 22
"Forlì" Fortana t/ha 26
"Forlì" Garganega t/ha 29
"Forlì" Malvasia (da Malvasia Bianca di Candia) t/ha 29
"Forlì" Manzoni bianco t/ha 24
"Forlì" Marzemino t/ha 25
"Forlì" Merlot t/ha 22
"Forlì" Montù t/ha 29
"Forlì" Moscato bianco t/ha 29
"Forlì" Müller Thurgau t/ha 24
"Forlì" Pinot bianco t/ha 24
"Forlì" Pinot nero t/ha 22
"Forlì" Riesling t/ha 24
"Forlì" Riesling italico t/ha 24
"Forlì" Sangiovese t/ha 25
"Forlì" Sauvignon t/ha 24
"Forlì" Syrah t/ha 22
"Forlì" Terrano t/ha 22
"Forlì" Trebbiano (da Trebbiano romagnolo e/o Trebbiano toscano) t/ha 29
"Forlì" Uva Longanesi t/ha 23
Le uve destinate alla produzione dei vini ad Indicazione Geografica Tipica "Forlì" seguita o meno
dalla specificazione del vitigno, devono assicurare ai vini il seguente titolo alcolometrico volumico
naturale minimo
- 8,50% vol per i vini bianchi;
- 8,50% vol per i vini rossi e rosati;
- 8,50% vol per gli spumanti.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
5.1 Le operazioni di vinificazione, ivi comprese le operazioni di frizzantatura e
spumantizzazione, devono essere effettuate nell'interno della zona di produzione delimitata nel
precedente art. 3 secondo gli usi tradizionali della zona stessa. Tuttavia, tenuto conto delle
situazioni tradizionali di produzione, é consentito che tali operazioni siano effettuate anche
nell'ambito dell'intero territorio della Regione Emilia-Romagna.
5.2 Arricchimento.
È consentito, a favore dei vini a Indicazione Geografica Tipica "Forlì", l'aumento del titolo
alcolometrico volumico naturale mediante la pratica dell'arricchimento da effettuarsi nei limiti e
con le modalità previste dalla normativa comunitaria.
5.3 Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche atte a conferire ai vini le proprie
peculiari caratteristiche.
Le tecniche di spumantizzazione sono quelle consentite dalla legislazione vigente.
5.4 Per i vini a Indicazione Geografica Tipica "Forlì" tipologia frizzante è vietata la
gassificazione artificiale.
5.5 La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore al
80%, per tutti i tipi di vino. Qualora venga superato detto limite tutto il prodotto perde il diritto ad
utilizzare la indicazione geografica tipica.
5.6 È consentito a favore dei vini ad Indicazione Geografica Tipica "Forlì" il taglio con mosti e
vini provenienti anche da terreni situati al di fuori della zona di produzione delimitata dal
precedente art. 3, nella misura non eccedente il 15%.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
6.1 I vini ad Indicazione Geografica Tipica "Forlì", anche con la specificazione del nome di
vitigno, all'atto dell'immissione al consumo devono avere un titolo alcolometrico volumico totale
minimo pari a 10% vol, ad eccezione delle tipologie novello, con o senza la specificazione del
vitigno, per le quali il titolo alcolometrico volumico totale minimo deve essere pari ad almeno 11%
vol e delle tipologie spumante per le quali tale titolo non deve essere inferiore a 10% vol.
In particolare, i vini afferenti all'Indicazione Geografica Tipica "Forlì" presentano le seguenti
caratteristiche:
"Forlì" bianco:
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
odore: di buona intensità, con sentori floreali e/o fruttati prevalenti a seconda della composizione
varietale e dell'ambiente di coltivazione;
sapore: da secco a dolce, sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 13,0 g/l
"Forlì" bianco vivace
colore: giallo paglierino;
odore: di buona intensità, con sentori floreali e fruttati;
sapore: da secco a dolce, sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 13,0 g/l
"Forlì" bianco frizzante
colore: giallo paglierino;
odore: di buona intensità, con sentori floreali e fruttati diversi a seconda della composizione
varietale, ma sostanzialmente freschi;
sapore: da secco a dolce, sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 13,0 g/l
"Forlì" bianco spumante
colore: giallo paglierino;
odore: con note floreali e fruttate fresche a cui si possono associare sentori di crosta di pane più o
meno intensi a seconda della durata del periodo di affinamento sui lieviti;
sapore: da brut nature a dolce, fresco, tendenzialmente secco e sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 12,0 g/l
"Forlì" rosso
colore: rosso rubino più o meno intenso;
odore: vinoso, con note fruttate più o meno mature che talora si accompagnano a note floreali, più
spesso di viola, e a note speziate, a seconda della composizione varietale e dell'areale di
coltivazione;
sapore: da secco a dolce, di buona morbidezza e giusta acidità;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l
"Forlì" rosso vivace
colore: rosso rubino più o meno intenso;
odore: vinoso, con note fruttate fresche e floreali diversamente composte a seconda della base
varietale e dell'areale di coltivazione;
sapore: da secco a dolce, di buona morbidezza e giusta acidità;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l
"Forlì" rosso frizzante
colore: rosso rubino più o meno intenso;
odore: vinoso, con note floreali e fruttate fresche;
sapore: da secco a dolce, di buona freschezza e sapidità;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l
"Forlì" rosso novello
colore: rosso rubino brillante;
odore: vinoso e con spiccate note fruttate;
sapore: di buona morbidezza e giusta acidità;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l
"Forlì" rosato
colore: rosato, con varie intensità e tonalità;
odore: con note fruttate prevalenti;
sapore: da secco a dolce, di giusta morbidezza e freschezza, sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l
"Forlì" rosato vivace
colore: rosato, con varie intensità e tonalità;
odore: con note fruttate prevalenti;
sapore: da secco a dolce, di giusta morbidezza e freschezza, sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l
"Forlì" rosato frizzante
colore: rosato, con varie intensità e tonalità;
odore: con lievi note floreali, cui si accompagnano note fruttate più decise;
sapore: da secco a dolce, di giusta morbidezza e freschezza, sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l
"Forlì" rosato spumante
colore: rosato, con varie intensità e tonalità;
odore: con note floreali e fruttate, a cui si accompagnano sentori legati all'affinamento più o meno
prolungato sui lieviti;
sapore: da brut nature a dolce, fresco e sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 12,0 g/l
"Forlì" con indicazione di vitigno a bacca bianca (anche nelle tipologie frizzante, spumante e
vivace)
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
odore: di buona intensità, con una variegata gamma di sentori floreali e/o fruttati variabili in
composizione ed intensità a seconda del vitigno e dell'ambiente di coltivazione; nella tipologia
spumante possono affiancarsi sentori legati ad un affinamento più o meno prolungato sui lieviti; i
vini con l'indicazione di vitigno, "Moscato" presentano la nota varietale tipica;
sapore: da secco a dolce, più o meno fresco, sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 12,0 g/l
"Forlì" con indicazione di vitigno a bacca nera (anche nelle tipologie frizzante e vivace)
colore: rosso rubino più o meno intenso;
odore: vinoso, con note fruttate più o meno mature che talora si accompagnano a note floreali, più
spesso di viola, e a note speziate, a seconda del vitigno e dell'areale di coltivazione; in particolare si
segnala una spiccata nota di rosa nei vini derivati dal vitigno Centesimino;
sapore: da secco a dolce, più o meno morbido e più o meno fresco a seconda delle tipologie, di
buona sapidità e pienezza;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l
"Forlì" novello, con indicazione di vitigno a bacca nera
colore: rosso rubino brillante, più o meno intenso e con riflessi dal rosso al violetto a seconda del
vitigno;
odore: vinoso e con spiccate note fruttate;
sapore: di buona morbidezza e giusta acidità;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l


Articolo 7
Etichettatura, designazione e presentazione
7.1 Alla Indicazione Geografica Tipica "Forlì" è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione
diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi extra,
fine, scelto, selezionato, superiore e similari.
7.2 È tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e
marchi privati purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il
consumatore.
7.3 Nella designazione e presentazione dei vini a Indicazione Geografica Tipica "Forlì" è
consentito utilizzare il riferimento al nome di due vitigni secondo la normativa vigente in materia.
7.4 Nella designazione e presentazione dei vini a Indicazione Geografica Tipica "Forlì" è
consentito utilizzare la menzione "vivace" secondo la normativa vigente in materia.
7.5 L'Indicazione Geografica Tipica "Forlì" può essere utilizzata come ricaduta per i vini
ottenuti da uve prodotte da vigneti, coltivati nell'ambito del territorio delimitato nel precedente art.
3, ed iscritti allo schedario viticolo per le relative denominazioni di origine, a condizione che i vini
per i quali si intende utilizzare la indicazione geografica tipica di cui trattasi, abbiano i requisiti
previsti per una o più delle tipologie di cui al presente disciplinare.


Articolo 8
Confezionamento
8.1 I vini ad Indicazione Geografica Tipica "Forlì" possono essere immessi al consumo nei
contenitori previsti dalla normativa vigente.
Qualora siano confezionati in bottiglie di vetro, possono essere presentati con qualsiasi tipo di
chiusura, compreso il tappo a fungo ancorato a gabbietta metallica tradizionalmente usato nella
zona di produzione.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
A) informazioni sulla zona geografica
1) fattori naturali rilevanti per il legame
La viticoltura della provincia di Forlì-Cesena si sviluppa tra l'Appennino e la pianura passando
attraverso diversi tipi morfologici, anche se in quest'area si riscontra una netta prevalenza di suoli
ricollegabili alla formazione Marnoso-arenacea. I tipi morfologici si possono così riassumere:
montagna e collina Marnoso-arenacea, collina argillosa, collina molassica, collina e montagna con
coltri gravitative, alluvioni terrazzate e della pianura, per finire con la pianura alluvionale. La
formazione Marnoso-arenacea si compone di strati di arenacei più resistenti e di strati di marna
molto sensibili all'azione erosiva di acqua e vento, tanto che l'evoluzione del pendio procede per
crolli successivi indotti nell'arenaria dallo svuotamento prodottosi negli strati marnosi sottostanti.
Dove l'andamento degli strati di marna e arenaria è a frana poggio, spesso i rilievi si raccordano in
modo dolce al fondovalle, mentre se sono a reggipoggio ci si trova in presenza di situazione con una
forte acclività. Nella collina argillosa la morfologia è piuttosto dolce e l'evoluzione del rilievo si
sviluppa attraverso una intensa erosione superficiale, smottamenti in genere poco profondi e la
formazione di calanchi. Quasi in prossimità della pianura, poi, emerge una formazione calcarea
piuttosto decisa, che si caratterizza per pendici piuttosto ripide e profonde incisioni erosive. Nelle
aree in cui affiorano le coltri gravitative la morfologia è piuttosto varia e accidentata. Le alluvioni
terrazzate, poi, si collocano nelle zone collinari e montane a fianco dei corsi d'acqua e sono ben
individuabili per il caratteristico andamento pianeggiante bruscamente interrotto da un dislivello
importante.
Nelle alluvioni di pianura, infine, si distinguono gli antichi conoidi fluviali, su cui fu impiantata la
centuriazione romana, e le aree di bonifica recente a cui segue la fascia litoranea.
Nell'areale di collina, i terreni maggiormente interessati dalla coltivazione della vite si presentano
da moderatamente profondi a molto profondi, ben drenati, con tessitura da media a moderatamente
fine, moderatamente alcalini, tendenzialmente calcarei o molto calcarei, abbastanza poveri di
sostanza organica e con buona capacità di acqua disponibile.
Dal punto di vista climatico, l'indice di Winkler, presenta valori crescenti dall'Appennino verso la
pianura. Valori dell'indice di Winkler intorno a 1.500-1.600 gradi giorno, nelle zone più alte di
coltivazione della vite (intorno a 4-500 m slm), salgono a 2.000-2.200 gradi giorno in pianura,
offrendo la possibilità per un'ottima maturazione a tutti i vitigni coltivabili nell'area.
2) Fattori umani rilevanti per il legame.
La viticoltura da vino ha una tradizione sicuramente antica sul territorio della provincia di Forlì-
Cesena, tanto che in età romana imperiale, Plinio il Vecchio cita Cesena come città produttrice di
ottimo vino: i vini "Caesenas" erano tra le "denominazioni" dell'epoca. Il nome di Galla Placidia è
da sempre legato alle pregiate produzioni vinicole della zona intorno a Bertinoro. Raimondo Zazzeri
(Storia di Cesena dalla sua origine ai tempi di Cesare Borgia) riferisce che "dalle cronache cesenati
si vuole che i tre fratelli Costantino, Costanzo e Costante, eredi del trono di Costantino,
prediligessero i vini di Cesena per la loro Corte Imperiale", documentando una continuità
qualitativa dell'area anche nel periodo della dominazione bizantina.
La viti-vinicoltura forlivese e cesenate deve aver attraversato i secoli bui del Medioevo senza troppe
difficoltà, viste le numerose attestazioni della presenza di fiorenti vigneti e di buoni vini fin dal
Cinquecento. Si ricorda, ad esempio, Leandro Alberti che nella sua "Descrittione di tutta Italia"
(seconda metà del XVI secolo) annotava che in Romagna: "veggionsi innumerevoli colli pieni di
viti" e in merito alla descrizione di alcuni paesi si sofferma spesso sul fatto che sono attorniati da
vigneti: Longiano, "nobil castello intorniato da ogni lato di begli ordini di viti...; Cesena, "Salendo
dalla via Emilia sopra di quella ne i primi colli dell'Apenino (che sono pieni di viti...); Bertinoro,
"Ella è posta sopra il monte da ogni lato ornata di belle vigne ... Se ne cavano buoni vini".
La dominazione pontificia, purtroppo, ha relegato la Romagna in uno stato di arretratezza che ha
inficiato pesantemente anche la viticoltura e, soprattutto, l'enologia, ma questo non ha comunque
impedito alle popolazioni locali di mantenere e, se possibile, migliorare la loro tradizione enoica.
Un impulso decisivo per il settore della vite e del vino è arrivato in Romagna e, in particolare, nella
provincia di Forlì-Cesena a partire dalla fine degli anni '70, con la ristrutturazione dei vigneti,
l'applicazione di moderne tecniche colturali e soprattutto con la nascita dell'enologia moderna.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente
attribuibili all'ambiente geografico
La giusta collocazione dei vitigni in funzione della soddisfazione della loro specifica necessità di
calore, per una corretta maturazione, è fondamentale. I suoli consentono di ottenere prodotti di
buona struttura e con un profilo olfattivo interessante. A titolo di esempio si consideri il Sangiovese,
che nell'areale cesenate (piena formazione Marnoso-arenacea) manifesta un fruttato spiccatissimo,
prevalentemente di ciliegia, mentre nel Forlivese mostra una nota di sottobosco ben individuabile.
Nei terreni di pianura, dove la fertilità tende ad aumentare, la tecnica colturale viene in aiuto per
mantenere comunque un buon equilibrio nella composizione dei mosti e di conseguenza un buon
livello qualitativo.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B)
In quest'areale l'interazione vitigno-ambiente consente di ottenere risultati molto interessanti in
termini di composizione delle uve, anche perché si tratta di terreni con una spiccata attitudine
naturale ad ospitare la vite. La giusta collocazione dei vitigni in considerazione del clima, poi,
completa positivamente l'interazione. Inoltre occorre aggiungere a questo binomio, di per sé già
favorevole, l'esperienza e la perizia maturate dall'uomo nella coltivazione della vite e nella
produzione del vino, che si sono stratificate in una solidissima tradizione enologica locale.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
VALORITALIA S.r.l.
Sede legale:
Via Piave, 24
00187 ROMA
Tel. 0445 313088 Fax. 0445 313080
info@valoritalia.it
La Società Valoritalia è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2) che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera b) e c), ed all'articolo 26, par. 1, del Reg. CE n.
607/2009, per i prodotti beneficianti della IGP, mediante una metodologia dei controlli combinata
(sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione,
confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 


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