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Provincia di Mantova Igt

23.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE CONSOLIDATO DEI VINI A INDICAZIONE
GEOGRAFICA TIPICA "PROVINCIA DI MANTOVA"


Approvato con D.M. 18.11.1995 G.U. 285 – 6.12.1995
Modificato con D.M. 8.06.1998 G.U. 148 – 27.06.1998
Modificato con D.M. 17.09.2010 G.U. 232 – 4.10.2010
Modificato con D.M. 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 12.07.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
(concernente correzione dei disciplinari) Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 10.12.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 7.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazione e vini
L'indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova", accompagnata o meno dalle specificazioni
previste dal presente disciplinare di produzione, è riservata ai mosti e ai vini che rispondono alle
condizioni e ai requisiti in appresso indicati.


Articolo 2
Base ampelografica
L'indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova" è riservata ai seguenti vini:
bianchi, anche nelle tipologie frizzante e passito;
rossi, anche nelle tipologie frizzante, dolce, amabile, novello e passito;
rosati, anche nella tipologia frizzante.
I vini a indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova" bianchi, rossi e rosati devono essere
ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, in ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei alla
coltivazione nella Regione Lombardia, a bacca di colore corrispondente, ed iscritti nel Registro
Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, approvato con D.M. 7 maggio 2004 e successivi
aggiornamenti, riportati nell'allegato 1 del presente disciplinare.
L'indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova", con la specificazione di uno dei seguenti
vitigni: Ancellotta, Barbera, Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Carmenere, Chardonnay,Cortese,
Corvina, Fortana, Garganega, Groppello gentile, Malvasia bianca, Marzemino, Merlot, Molinara,
Negrara, Pinot Bianco, Pinot grigio, Pinot nero, Riesling, Rondinella, Sangiovese, Sauvignon, è
riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, per almeno
l'85% dai corrispondenti vitigni .
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, le uve dei vitigni a bacca di colore analogo, non
aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia, fino a un massimo del 15%.
L'indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova", con la specificazione del vitigno:
"Cabernet", è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito
aziendale, dai vitigni Cabernet sauvignon e Cabernet franc da soli o congiuntamente per almeno
l'85%.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, le uve dei vitigni a bacca di colore analogo, non
aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia, fino a un massimo del 15%.
L'Indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova", con la specificazione del vitigno:
"Lambrusco", anche vinificato in bianco, è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti
composti, nell'ambito aziendale, dai vitigni Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Grasparossa,
Lambrusco Maestri, Lambrusco Marani, Lambrusco Salamino, Lambrusco Viadanese da soli o
congiuntamente per almeno l'85%.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e vini sopra indicati, le
uve dei vitigni, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia fino a un massimo
del 15%.
L'Indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova", con la specificazione del vitigno:
"Trebbiano", è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito
aziendale, dai vitigni Trebbiano romagnolo, Trebbiano toscano,Trebbiano giallo e Trebbiano di
Soave da soli o congiuntamente per almeno l'85%.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, , le uve dei vitigni a bacca di colore analogo, non
aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia, fino a un massimo del 15%.
L'Indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova", con la specificazione del vitigno:
"Riesling", è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale,
dai vitigni Riesling e Riesling italico da soli o congiuntamente per almeno l'85%.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e vini sopra indicati, le
uve dei vitigni a bacca di colore analogo, non aromatici, idonei alla coltivazione alla coltivazione
nella Regione Lombardia, fino a un massimo del 15%.
I vini a indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova", con la specifica di un vitigno a bacca
nera possono essere prodotti anche nella tipologia novello.
I vini a indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova" con la specificazione di uno dei
vitigni di cui al presente articolo possono essere prodotti anche nella tipologia frizzante e passito.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini atti a essere designati con
l'indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova" comprende l'intero territorio amministrativo
della Provincia di Mantova.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all'articolo
2 devono essere quelle tradizionali della zona.
La produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell'ambito aziendale,
per i vini a indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova", sia per le tipologie bianco, rosso e
rosato che per le tipologie con indicazione del vitigno, non deve essere superiore a tonnellate 26.
Le uve destinate alla produzione dei vini a indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova",
seguita o meno dal riferimento al vitigno, devono assicurare ai vini il titolo alcolometrico volumico
naturale minimo di:
8,50% vol per i bianchi;
8,50% vol per i rosati;
8,50% vol per i rossi;
8,50% vol per i frizzanti;
12,00% vol per i passiti.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all'interno della zona di produzione delle
uve di cui all'articolo 3.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di vinificazione, è consentito che dette operazioni
vengano effettuate nelle province confinanti alla zona delimitata.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche atte a conferire ai vini le proprie peculiari
caratteristiche.
Le uve destinate alla produzione dell'indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova"
tipologia rosato devono essere vinificate in bianco.
La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore all'80%
per tutti i tipi di vino a eccezione della tipologia passito, per la quale non deve essere superiore al
45%.
L'appassimento delle uve sarà in pianta o in modo naturale in ambienti ventilati e/o condizionati.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
I vini a indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova" all'atto dell'immissione al consumo
devono avere le seguenti caratteristiche :
"Provincia di Mantova" bianco e bianco frizzante:
colore: giallo paglierino;
odore: gradevole armonico;
sapore: tipico, pieno talvolta abboccato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9,5% vol;
acidità totale minima: 4,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 14 g/l.
"Provincia di Mantova" rosato e rosato frizzante:
colore: rosato;
odore: delicato, gradevole;
sapore: asciutto, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9,5% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 16 g/l.
"Provincia di Mantova" rosso e rosso frizzante:
colore: rosso rubino più o meno intenso anche tendente al granato;
odore: vinoso, gradevole, armonico;
sapore: da secco a dolce, tipico, sapido, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9,5% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 20 g/l.
"Provincia di Mantova" novello:
colore: rosso;
odore: fruttato, giovane, gradevole;
sapore: asciutto, fresco;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11 % vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 16 g/l.
"Provincia di Mantova" bianco passito:
colore: giallo tendente all'ambra secondo l'invecchiamento;
odore: intenso, fruttato;
sapore: caratteristico, sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto non riduttore minimo: 14 g/l.
"Provincia di Mantova" rosso passito:
colore: rosso tendente al granato;
odore: caratteristico e intenso;
sapore: tipico, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12% vol;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 20 g/l.
I vini a indicazione a indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova" con la specificazione del
nome del vitigno, anche nella tipologia frizzante, passito e novello, all'atto dell'immissione al
consumo, oltre alle caratteristiche sopra specificate per i vini del corrispondente colore, devono
presentare le caratteristiche organolettiche proprie del vitigno.


Articolo 7
Designazione e presentazione
All'indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova" è vietata l'aggiunta di qualsiasi
qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli
aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.
E' tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali o marchi
privati purchè non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il consumatore.
I vini a indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova" possono essere immessi al consumo
nei contenitori previsti dalla normativa vigente.
Per i vini a indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova" tipologia Lambrusco, qualora
siano confezionati in bottiglie di vetro, è consentita la chiusura con tappo a fungo, ancorato a
gabbietta metallica o capsula, tradizionalmente usato nella zona di produzione.
L'indicazione geografica tipica "Provincia di Mantova", ai sensi dell'art. 14 del DLgs 61/2010, può
essere utilizzata come ricaduta per i vini ottenuti da uve prodotte da vigneti coltivati nell'ambito del
territorio delimitato nel precedente articolo 3 e iscritti allo schedario viticolo per le relative
denominazioni di origine, a condizione che i vini per i quali si intende utilizzare l'indicazione
geografica tipica di cui trattasi abbiano i requisiti previsti per una o più delle tipologie di cui al
presente disciplinare.


Articolo 8
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazione sulla zona geografica
Fattori naturali rilevanti per il legame
La zona di produzione dei vini ad IGT "Provincia di Mantova", anche nelle tipologie frizzante,
passito, novello, anche con la specificazione di vitigno, comprende tutto il territorio amministrativo
della provincia di Mantova, caratterizzato da quattro zone:
- la zona delle colline moreniche
- la zona dell'alta pianura
- la zona della media pianura
- la zona della bassa pianura
Con il Quaternario ha inizio l' abbassamento del bacino padano con la completa sommersione da
parte del mare. La regressione del mare padano è conseguenza dell'apporto di sedimenti alluvionali.
Nella zona delle colline, dell'alta e media pianura prevalgono i sedimenti pleistocenici, prima
ghiaiosi depositati dai ghiacciai e poi sabbiosi depositati dallo scioglimento degli stessi. La piana
posta tra le colline moreniche e il fiume Po è il risultato del modellamento fluvioglaciale. In parte
della media pianura e nella bassa pianura sono evidenti i depositi alluvionali Olocenici trasportati
dal fiume Po e dai suoi affluenti.
Le colline moreniche fanno parte dell'Anfiteatro Morenico del Garda con quote che arrivano a 200
m s.l.m.. Il Mincio costituisce l'asse idrologico principale. I depositi morenici, sciolti e permeabili,
consentono uno spiccato drenaggio superficiale e la formazione di un vero e proprio regime idrico
sotterraneo. La prima falda è a 10-30 metri di profondità e al livello di campagna nelle zone
depresse. Il clima è mite e ventilato per la presenza del lago di Garda. La zona dell'alta pianura con
quote da 36 a 56 m s.l.m. è la zona subcollinare influenzata dagli apporti fluvioglaciali del Mincio,
dell'Oglio e del Chiese. I sedimenti dell'alta pianura presentano una granulometria eterogenea, si
passa dalle ghiaie ai ciottoli grossolani alle ghiaie più fini miste a sabbia. Questo territorio presenta
una forte permeabilità tanto che le acque percolano in profondità incrementando le falde che
possono arrivare fino all'altezza del fiume Po. In corrispondenza del passaggio tra depositi
fluvioglaciali di natura diversa si verifica il fenomeno dei fontanili (affioramento della falda
freatica). La zona della media pianura con quote comprese tra i 13 e i 36 m s.l.m. prosegue fino al
limite del fiume Po con i suoi depositi alluvionali. Questa zona è caratterizzata da depositi
fluvioglaciali argillosi-limosi e calcarei e per buona parte da sedimenti sabbiosi, fini e silicei. In
prossimità del Mincio, dell'Oglio e degli scaricatori principali i depositi sono più grossolani. Le
falde superficiali sono alimentate dalle acque meteoriche e quelle profonde dalle zone poste più a
monte. La profondità della falda si trova tra gli 8 e i 25 m in prossimità della zona influenzata dal
sistema Oglio-Chiese. Avvicinandosi alla sponda sinistra del fiume Po si riduce il grado di
permeabilità perché maggiori sono i livelli di argilla e la falda localizzata in letti di sabbia fine si
trova a 10 metri di profondità. La zona di bassa pianura a destra del fiume Po è compresa tra le
quote 7 e 20 m s.l.m.. I terreni affioranti sono di origine alluvionale e riferibili al Quaternario
recente (Olocene), durante il quale il fiume Po e i suoi affluenti depositarono i sedimenti, depositi
alluvionali Olocenici.
La morfologia presenta delle irregolarità in particolare ondulazioni in direzione Est-Ovest,
corrispondenti agli antichi alvei del fiume Po.
Il drenaggio superficiale si riduce mano a mano che dalle aree più rilevate e permeabili si passa alle
zone più depresse. In profondità si rileva la presenza di bancate argillose, alternate a livelli di sabbia
più o meno grossolana. In superficie la litologia è stata influenzata dai corsi dei fiumi Po e Secchia
e ora tende a rimanere costante per le opere di arginatura e regolazione delle acque.
I suoli posti in corrispondenza degli argini degli antichi percorsi fluviali sono a granulometria
sabbiosa o sabbiosa-limosa, profondi, ben drenati moderatamente calcarei in superficie e molto
calcarei in profondità a tessitura franca o franco-sabbiosa. Nelle aree tra i dossi e le valli i suoli
sono a granulometria tra medio-fine e fine, profondi, calcarei, con tessitura da franco-sabbiosa a
franco-argillosa. Nelle zone vallive la tessitura è argillosa, sono suoli profondi e poco evoluti.
Il fiume Po crea una unità idrogeologica e alimenta gli acquiferi per una vasta area.
La prima falda è più vicina alla superficie nell'area in sinistra Secchia, 3-4 metri dal piano di
campagna rispetto al destra Secchia dove si trova a 5-20 metri.
Il clima è da considerarsi intermedio tra quello mediterraneo e quello oceanico, causa la
continentalità, è un clima caratterizzato da temperature medie estive elevate con afosità estiva,
inverni rigidi con ritorni di gelo primaverili. Nella zona delle colline moreniche anche per le
maggiori precipitazioni il clima risulta da umido a subumido con una carenza idrica estiva, nella
restante parte della provincia di Mantova è da considerarsi da subumido a subarido con eccessi
idrici invernali.
Fattori umani rilevanti per il legame
Fondamentali i fattori umani legati al territorio che hanno contribuito in modo determinante
all'ottenimento del vino IGT "Provincia di Mantova", nonché di tutte le altre tipologie (frizzante,
novello, passito e con indicazione di vitigno).
La coltivazione della vite in provincia di Mantova ha origini antiche, gli scavi archeologici nelle
colline moreniche hanno portato alla luce una ciotola di vinaccioli databile al Neolitico delle
palafitte. Successivamente la civiltà etrusca porto la cultura del vino. Il poeta Virgilio, nativo di
Mantova descrive l'esistenza della Vitis labrusca duemila anni fa, nella sua quinta Bucolica. La
coltivazione della vite assume consistenza alla fine del secolo XI con i monaci benedettini nei
territori dell'abbazia di Polirone a San Benedetto Po, definita per la sua importanza la Cassino del
nord. I monaci stabilivano agli affittuali un imponibile vinicolo. Questo grazie alla politica della
contessa Matilde di Canossa che con donazioni favorì l'insediamento di comunità religiose nelle
terre di sua pertinenza. Ad esse affidava il controllo del territorio favorendo con opere di bonifica e
di disboscamento la produttività del terreno e la coltivazione della vite. Quindi una coltivazione che
nasce da "terre nuove", strappate alle esondazioni del fiume e messe al sicuro con le arginature.
Queste terre caratterizzano le qualità organolettiche della produzione vitivinicola.
L'arte millenaria del vino è testimoniata da un bassorilievo dei mesi attribuito alla scuola di
Wiligelmo, Ottobre che travasa il mosto, (faceva parte della decorazione della basilica romanica).
Questo bassorilievo del Mese-agricoltore, con le vesti sollevate e chino nell'atto di versare il mosto
evidenzia come l'arte della vinificazione fosse importante, non solo come attività dominante in un
periodo dell'anno, ma anche per i suoi significati religiosi e le sue implicazioni liturgiche tanto da
essere inclusa nella celebrazione monumentale del processo di insediamento dell'area.
Testimonianza importante per i vini e le uve dei colli ci viene fornita dalla corrispondenza di
Isabella d'Este nel suo viaggio a Cavriana e sul lago di Garda nel settembre del 1535, e nella
"Descrittione in compendio del castello di Solferino" un documento dell'Archivio di Stato di
Mantova del 1588.
Anche il mantovano Teofilo Folengo descrive i gesti secolari di una mitologica vendemmia avendo
probabilmente sotto gli occhi ciò che accadeva nelle sue terre.
In tempi più recenti la coltivazione del Lambrusco è testimoniata da convegni in particolare il
Convegno viticolo della Val Padana, San Benedetto Po, 16 gennaio 1949, che descrive come la vite
fosse coltivata maritata all'olmo nelle classiche piantate mantovane.
L'uomo ha modellato il territorio e reso possibile la coltivazione della vite che è diventata
tradizione come i rituali che ruotavano intorno all'uva e al vino con radici antiche che risalgono al
cuore del Medioevo
Possiamo affermare che tutto il territorio amministrativo della provincia di Mantova ha vocazione
viticola e l'uomo è stato determinante a caratterizzare la produzione vitivinicola in particolare a
determinare:
- la base ampelografica dei vigneti è frutto di una lunga selezione operata dall'uomo in funzione di
una produzione di qualità. I vitigni più idonei alla specificità dei terreni e alle caratteristiche
climatiche sono quelli tradizionalmente coltivati nelle aree di produzione;
- le forme di allevamento, i sesti d'impianto e i sistemi di potatura sono tali da perseguire la
migliore e razionale disposizione delle viti e gestire in modo razionale le operazioni colturali e la
qualità della produzione, mantenendo la tradizione. Queste cambiano in funzione dell'ambiente di
coltivazione (collinare o di pianura);
- le pratiche relative all'elaborazione dei vini sono quelle consolidate sull'eredità della tradizione
per l'ottenimento dei vini previsti dal disciplinare.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente
attribuibili all'ambiente geografico.
L'IGT "Provincia di Mantova" è sostanzialmente rappresentata dai vini riconducibili alle tipologie
di base quali bianco (anche frizzante e passito), rosso (anche frizzante, passito e novello), rosato
(anche frizzante), nonché dai vini con indicazione del vitigno a bacca bianca (anche frizzante e
passito) oppure a bacca nera (anche frizzante, passito e novello).
I vini a IGT "Provincia di Mantova", in virtù delle citate diverse tipologie di prodotto e dei
differenti vitigni che li compongono, presentano al consumo, le caratteristiche organolettiche
specifiche descritte all'articolo 6 del disciplinare, che ne permettono una chiara individuazione e
tipicizzazione legata all'ambiente geografico.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B).
La specificità dei vini ad IGT "Provincia di Mantova", nelle tipologie descritte all'articolo 6 del
presente disciplinare di produzione (anche frizzante, novello, passito e con indicazione di vitigno, è
strettamente legata al territorio. Le differenti vocazionalità territoriali all'interno dell'area dell'IGT
"Provincia di Mantova", prevedono la distinzione tra aree collinari più adatte alla produzione di uve
a bacca bianca e le zone di pianura più idonee alla produzione di uve a bacca rossa. Ciò non toglie
che l'intero areale ben si presti a tutte le tipologie considerate dal presente disciplinare.
La zona collinare adiacente al lago di Garda si estende nei comuni di Castiglione delle Stiviere,
Cavriana, Monzambano, Ponti sul Mincio, Solferino e Volta Mantovana, è più vocata alla
produzione di vini bianchi, anche frizzanti e passito e con la specificazione del vitigno, ed è
caratterizzata da terreni di origine morenica, da terreni dolcemente declivi e dalle brezze lacustri.
Queste oltre a favorire la qualità delle uve creano circuiti interni di ventilazione determinando
positivamente la fermentazione e la conservazione dei vini. Le caratteristiche dei vini prodotti sono
attribuibili a questi precisi elementi geografici e climatici.
Infine solo l'esperienza tramandata da generazioni consente di conoscere i punti migliori per
l'impianto del vigneto ed ottenere le caratteristiche desiderate.
La viticoltura di pianura che si pratica nella restante parte del territorio della provincia di Mantova,
più vocata alla produzione di vini rossi, anche frizzanti, novello e passito e con la specificazione del
vitigno, è caratterizzata da suoli di natura alluvionale in genere a granulometria tra medio-fine e
fine, moderatamente profondi, calcarei, con tessitura da franco-sabbiosa a franco-argillosa,
moderatamente o poco evoluti abbinati ad un clima caratterizzato dalle alte temperature estive e
dall'elevata umidità creano una situazione pedo-climatica particolarmente favorevole per ottenere
uve al giusto grado di maturazione e con le caratteristiche organolettiche tipiche, connesse agli
elevati contenuti polifenolici e aromatici che condizionano fortemente la struttura, il corpo e tutta la
valutazione sensoriale se a questo si aggiunge che il fiume Po crea un microclima unico è evidente
la "simbiosi" tra il territorio e i vitigni.
L'uomo ha modificato il territorio strappando le terre alle esondazioni dei fiumi Po, Secchia e
Oglio, creando i presupposti per la coltivazione della vite.
La coltura contadina si tramanda le tecniche di coltivazione della vite ed enologiche, migliorate ed
affinate ma pur sempre legate alla tradizione.


Articolo 9
Riferimenti alla struttura di controllo
VALORITALIA S.r.l.
Sede legale: Via Piave, 24 – 00187 – ROMA
+3906-45437975
info@valoritalia.it
Valoritalia S.r.l. è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2) che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera b) e c), ed all'articolo 26, par. 1, del Reg. CE n.
607/2009, per i prodotti beneficianti della IGP, mediante una metodologia dei controlli combinata
(sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione,
confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 


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