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Rubicone Igt

24.11.2015

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI AD INDICAZIONE GEOGRAFICA TIPICA
"RUBICONE"


Approvato con DM 18.11.1995 G.U. 285 - 06.12.1995
Modificato con DM 10.04.1996 G.U. 100 - 30.04.1996
Modificato con DM 22.01.1998 G.U. 25 - 31.01.1998
Modificato con DM 02.10.1998 G.U. 242 - 16.10.1998
Modificato con DM 26.09.2006 G.U. 232 - 05.10.2006
Modificato con DM 25.07.2007 G.U. 183 - 08.08.2007
Modificato con DM 22.12.2010 G.U. 4 - 07.01.2011 (S.O. n. 6)
Modificato con DM 15.06.2011 G.U. 149 - 29.06.2011
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 12.07.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
(concernente correzione dei disciplinari) Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP
Modificato con D.M. 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP


Articolo 1
Denominazioni e Tipologie
1.1 La Indicazione Geografica Tipica "Rubicone" accompagnata o meno dalle specificazioni
previste dal presente disciplinare di produzione, è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed
ai requisiti in appresso indicati.


Articolo 2
Base ampelografica
2.1 La Indicazione Geografica Tipica "Rubicone" è riservata ai seguenti vini:
- bianchi, anche nella tipologia vivace, frizzante e spumante;
- rossi, anche nelle tipologie vivace, frizzante e novello;
- rosati, anche nella tipologia vivace, frizzante e spumante.
2.2 I vini a Indicazione Geografica Tipica "Rubicone" bianchi, rossi e rosati devono essere
ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei
alla coltivazione per la Regione Emilia-Romagna, iscritti nel registro nazionale delle varietà di vite
per uve da vino approvato con DM 7 maggio 2004, e successivi aggiornamenti, riportati
nell'allegato 1 del presente disciplinare.
2.3 La Indicazione Geografica Tipica "Rubicone" con la specificazione di uno dei vitigni di
seguito elencati: Alicante, Ancellotta, Barbera, Bombino bianco, Cabernet franc, Cabernet
Sauvignon, Canina nera, Centesimino, Chardonnay, Ciliegiolo, Famoso, Fortana, Garganega,
Malbo gentile, Malvasia (da Malvasia bianca di Candia e/o Malvasia di Candia aromatica e/o
Malvasia istriana), Manzoni bianco, Marzemino, Merlot, Montù, Moscato bianco, Müller Thurgau,
Negretto, Pignoletto, Pinot bianco, Pinot nero, Raboso (da Raboso veronese), Refosco dal
peduncolo rosso, Riesling, Riesling italico, Sangiovese, Sauvignon, Syrah, Terrano, Trebbiano (da
Trebbiano romagnolo e/o Trebbiano toscano), Uva Longanesi, Verdicchio bianco, è riservata ai vini
ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dal
corrispondente vitigno.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei vini sopraindicati, altre uve dei
vitigni a bacca di colore analogo, non aromatici, idonei alla coltivazione per la Regione Emilia
Romagna fino ad un massimo del 15%.
2.4 I vini a Indicazione Geografica Tipica "Rubicone con la specificazione di uno dei vitigni
indicati al comma 2.3 possono essere prodotti anche nelle tipologie vivace e frizzante per i vini
bianchi, rossi e rosati, nella tipologia novello per i vini rossi e nella tipologia spumante,
quest'ultima limitatamente ai vini bianchi.
2.5 La Indicazione Geografica Tipica "Rubicone" con la specificazione di due dei vitigni
elencati al comma 2.3 è riservata ai relativi vini, anche nelle tipologie vivace e frizzante, nonché,
limitatamente ai vini bianchi, anche nella tipologia spumante e, limitatamente ai vini rossi, anche
nella tipologia novello, alle condizioni previste dalla normativa comunitaria.


Articolo 3
Zona di produzione delle uve
3.1 La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei vini designati con la Indicazione
Geografica Tipica "Rubicone" comprende l'intero territorio amministrativo delle province di Forlì-
Cesena, Ravenna e Rimini e dei comuni di Borgo Tossignano, Casal Fiumanese, Castelguelfo,
Castel San Pietro Terme, Dozza, Fontanelice, Imola, Medicina, Mordano e Ozzano Emilia della
provincia di Bologna.
3.2 Per il "Rubicone" Pignoletto la zona di produzione comprende i territori dei comuni della
provincia di Bologna, di cui al comma 3.1, ed i seguenti comuni della provincia di Ravenna:
Brisighella, Castel Bolognese, Faenza e Riolo Terme.


Articolo 4
Norme per la viticoltura
4.1 Condizioni naturali dell'ambiente. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati
alla produzione dei vini di cui all'art. 2 devono essere quelle tradizionali della zona.
4.2 Resa a ettaro e titolo alcolometrico minimo naturale. La produzione massima di uva per
ettaro di vigneti in coltura specializzata, nell'ambito aziendale non deve essere superiore per i vini a
Indicazione Geografica Tipica "Rubicone" bianco a tonnellate 29, per i vini a Indicazione
Geografica Tipica "Rubicone" rosso e rosato a tonnellate 26; per i vini a Indicazione Geografica
Tipica "Rubicone" con la specificazione del vitigno non deve essere superiore ai limiti di seguito
riportati:
"Rubicone" Alicante t/ha 20
"Rubicone" Ancellotta t/ha 20
"Rubicone" Barbera t/ha 22
"Rubicone" Bombino bianco t/ha 29
"Rubicone" Cabernet franc t/ha 22
"Rubicone" Cabernet sauvignon t/ha 22
"Rubicone" Canina nera t/ha 26
"Rubicone" Centesimino t/ha 15
"Rubicone" Chardonnay t/ha 24
"Rubicone" Ciliegiolo t/ha 22
"Rubicone" Famoso t/ha 29
"Rubicone" Fortana t/ha 26
"Rubicone" Garganega t/ha 29
"Rubicone" Malbo gentile t/ha 22
"Rubicone" Malvasia (da Malvasia Bianca di Candia e/o
Malvasia di Candia Aromatica e/o Malvasia Istriana) t/ha 29
"Rubicone" Manzoni bianco t/ha 24
"Rubicone" Marzemino t/ha 25
"Rubicone" Merlot t/ha 22
"Rubicone" Montù t/ha 29
"Rubicone" Moscato bianco t/ha 29
"Rubicone" Müller Thurgau t/ha 24
"Rubicone" Negretto t/ha 22
"Rubicone" Pignoletto t/ha 24
"Rubicone" Pinot bianco t/ha 24
"Rubicone" Pinot nero t/ha 22
"Rubicone" Raboso (da Raboso veronese) t/ha 22
"Rubicone" Refosco dal peduncolo rosso t/ha 22
"Rubicone" Riesling t/ha 24
"Rubicone" Riesling italico t/ha 24
"Rubicone" Sangiovese t/ha 25
"Rubicone" Sauvignon t/ha 24
"Rubicone" Syrah t/ha 22
"Rubicone" Terrano t/ha 22
"Rubicone" Trebbiano (da Trebbiano romagnolo e/o Trebbiano toscano) t/ha 29
"Rubicone" Uva Longanesi t/ha 23
"Rubicone" Verdicchio bianco t/ha 29
Le uve destinate alla produzione dei vini ad Indicazione Geografica Tipica "Rubicone", seguita o
meno dalla specificazione del vitigno, devono assicurare il seguente titolo alcolometrico volumico
naturale minimo:
- 8,50% vol per i vini bianchi;
- 8,50% vol per i vini rossi e rosati;
- 8,50% vol per gli spumanti.


Articolo 5
Norme per la vinificazione
5.1 Le operazioni di vinificazione, ivi comprese le operazioni di frizzantatura e
spumantizzazione, devono essere effettuate nell'interno della zona di produzione delimitata nel
precedente art. 3 secondo gli usi tradizionali della zona stessa. Tuttavia, tenuto conto delle
situazioni tradizionali di produzione, é consentito che tali operazioni siano effettuate anche
nell'ambito dell'intero territorio della Regione Emilia Romagna.
5.2 Arricchimento.
È consentito, a favore dei vini da tavola ad Indicazione Geografica Tipica "Rubicone", l'aumento
del titolo alcolometrico volumico naturale mediante la pratica dell'arricchimento da effettuarsi nei
limiti e con le modalità previste dalla normativa comunitaria.
5.3 Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche atte a conferire ai vini le proprie
peculiari caratteristiche.
Le tecniche di spumantizzazione sono quelle consentite dalla legislazione vigente.
5.4 Per i vini a Indicazione Geografica Tipica "Rubicone" tipologia frizzante è vietata la
gassificazione artificiale.
5.5 La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore
all'80%, per tutti i tipi di vino. Qualora venga superato detto limite tutto il prodotto perde il diritto
ad utilizzare l'indicazione geografica tipica.
5.6 È consentito a favore dei vini ad Indicazione Geografica Tipica "Rubicone" il taglio con
mosti e vini provenienti anche da terreni situati al di fuori della zona di produzione delimitata dal
precedente art. 3, nella misura non eccedente il 15%.


Articolo 6
Caratteristiche al consumo
6.1 I vini ad Indicazione Geografica Tipica "Rubicone", anche con la specificazione del nome di
vitigno, all'atto dell'immissione al consumo devono avere un titolo alcolometrico volumico totale
minimo pari a 10% vol, ad eccezione delle tipologie novello con o senza la specificazione del
vitigno per le quali il titolo alcolometrico volumico totale minimo deve essere pari ad almeno 11%
vol e delle tipologie spumante per le quali tale titolo non deve essere inferiore a 10% vol.
In particolare, i vini afferenti all'Indicazione Geografica Tipica "Rubicone" presentano le seguenti
caratteristiche:
"Rubicone" bianco
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
odore: di buona intensità, con sentori floreali e/o fruttati prevalenti a seconda della composizione
varietale e dell'ambiente di coltivazione;
sapore: da secco a dolce, sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 13,0 g/l
"Rubicone" bianco vivace
colore: giallo paglierino;
odore: di buona intensità, con sentori floreali e fruttati diversamente composti a seconda della
composizione varietale;
sapore: da secco a dolce, sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 13,0 g/l
"Rubicone" bianco frizzante
colore: giallo paglierino;
odore: di buona intensità, con sentori floreali e fruttati diversamente composti a seconda della
composizione varietale, ma sostanzialmente freschi;
sapore: da secco a dolce, sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 13,0 g/l
"Rubicone" bianco spumante
colore: giallo paglierino;
odore: con note floreali e fruttate fresche a cui si possono associare sentori di crosta di pane più o
meno intensi a seconda della durata del periodo di affinamento sui lieviti;
sapore: da brut nature a dolce, fresco, tendenzialmente secco e sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 12,0 g/l
"Rubicone" rosso
colore: rosso rubino più o meno intenso;
odore: vinoso, con note fruttate più o meno mature che talora si accompagnano a note floreali, più
spesso di viola, e a note speziate, a seconda della composizione varietale e dell'areale di
coltivazione;
sapore: da secco a dolce, di buona morbidezza e giusta acidità;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l
"Rubicone" rosso vivace
colore: rosso rubino più o meno intenso;
odore: vinoso, con note fruttate fresche e floreali diversamente composte a seconda della base
varietale e dell'areale di coltivazione;
sapore: da secco a dolce, di buona morbidezza e giusta acidità;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l
"Rubicone" rosso frizzante
colore: rosso rubino più o meno intenso;
odore: vinoso, con note floreali e fruttate fresche;
sapore: da secco a dolce, di buona freschezza e sapidità;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l
"Rubicone" rosso novello
colore: rosso rubino brillante;
odore: vinoso e con spiccate note fruttate;
sapore: di buona morbidezza e giusta acidità;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l
"Rubicone" rosato
colore: rosato, con varie intensità e tonalità;
odore: con note fruttate prevalenti;
sapore: da secco a dolce, di giusta morbidezza e freschezza, sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l
"Rubicone" rosato vivace
colore: rosato, con varie intensità e tonalità;
odore: con note fruttate prevalenti;
sapore: da secco a dolce, di giusta morbidezza e freschezza, sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l
"Rubicone" rosato frizzante
colore: rosato, con varie intensità e tonalità;
odore: con lievi note floreali, cui si accompagnano note fruttate più decise;
sapore: da secco a dolce, di giusta morbidezza e freschezza, sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l
"Rubicone" rosato spumante
colore: rosato, con varie intensità e tonalità;
odore: con note floreali e fruttate, a cui si accompagnano sentori legati all'affinamento più o meno
prolungato sui lieviti;
sapore: da brut nature a dolce, fresco e sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 12,0 g/l
"Rubicone" con indicazione di vitigno a bacca bianca (anche nelle tipologie frizzante,
spumante e vivace)
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
odore: di buona intensità, con una variegata gamma di sentori floreali e/o fruttati variabili in
composizione ed intensità a seconda del vitigno e dell'ambiente di coltivazione; nella tipologia
spumante possono affiancarsi sentori legati ad un affinamento più o meno prolungato sui lieviti; i
vini con l'indicazione di vitigno "Famoso", "Moscato" e "Malvasia" possono presentare note di
moscato e di rosa più o meno spiccate;
sapore: da secco a dolce, più o meno fresco, sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 12,0 g/l
"Rubicone" con indicazione di vitigno a bacca nera (anche nelle tipologie frizzante e vivace)
colore: rosso rubino più o meno intenso;
odore: vinoso, con note fruttate più o meno mature che talora si accompagnano a note floreali, più
spesso di viola, e a note speziate, a seconda del vitigno e dell'areale di coltivazione; in particolare si
segnala una spiccata nota di rosa nei vini derivati dal vitigno Centesimino;
sapore: da secco a dolce, più o meno morbido e più o meno fresco a seconda delle tipologie, di
buona sapidità e pienezza;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l
"Rubicone" novello, con indicazione di vitigno a bacca nera
colore: rosso rubino brillante, più o meno intenso e con riflessi dal rosso al violetto a seconda del
vitigno;
odore: vinoso e con spiccate note fruttate;
sapore: di buona morbidezza e giusta acidità;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11% vol.
acidità totale minima: 3,5 g/l
estratto non riduttore minimo: 17,0 g/l


Articolo 7
Etichettatura, designazione e presentazione
7.1 Alla Indicazione Geografica Tipica "Rubicone" è vietata l'aggiunta di qualsiasi
qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli
aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari.
7.2 È tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e
marchi privati purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il
consumatore.
7.3 Nella designazione e presentazione dei vini a Indicazione Geografica Tipica "Rubicone" è
consentito utilizzare il riferimento al nome di due vitigni secondo la normativa vigente in materia.
7.4 Nella designazione e presentazione dei vini a Indicazione Geografica Tipica "Rubicone" è
consentito utilizzare la menzione "vivace" secondo la normativa vigente in materia.
7.5 Ai sensi dell'art. 14, comma 4 del dlgs 8 aprile 2010, n. 61 l'Indicazione Geografica Tipica
"Rubicone" può essere utilizzata come ricaduta per i vini ottenuti da uve prodotte da vigneti,
coltivati nell'ambito del territorio delimitato nel precedente art. 3, ed iscritti allo schedario viticolo
per le relative denominazioni di origine, a condizioni che i vini per i quali si intende utilizzare
l'indicazione geografica tipica di cui trattasi, abbiano i requisiti previsti per una o più delle tipologie
di cui al presente disciplinare.


Articolo 8
Confezionamento
8.1 I vini ad Indicazione Geografica Tipica "Rubicone" possono essere immessi al consumo nei
contenitori previsti dalla normativa vigente. Qualora siano confezionati in bottiglie di vetro,
possono essere presentati con qualsiasi tipo di chiusura, compreso il tappo a fungo ancorato a
gabbietta metallica tradizionalmente usato nella zona di produzione.


Articolo 9
Legame con l'ambiente geografico
A) Informazione sulla zona geografica
1) Fattori naturali rilevanti per il legame.
La IGT "Rubicone" ricalca grossomodo i tanto discussi confini della Romagna, che di fatto non
sono mai stati stabiliti in senso amministrativo, ma definiscono un territorio piuttosto uniforme dal
punto di vista geo-pedologico e per il carattere della sua gente, modellato su una storia comune di
sacrifici e privazioni.
L'area definita dalla IGT "Rubicone" ricomprende tre zone geo-morfologicamente distinte, la
pianura alluvionale, la pedecollina e la collina vera e propria, e due modi di fare viticoltura
differenti riconducibili ai due modelli principali di viticoltura storica, ovvero quello greco e quello
etrusco.
L'Appennino romagnolo ha un'origine geologica comune, che risale all'Era terziaria, e si compone,
in linea generale, di formazioni calcaree e argillose. La formazione geologica che, per la sua
estensione, maggiormente caratterizza la Romagna è la "Marnoso-arenacea", una fascia più o meno
ampia di stratificazioni successive e alternate di arenarie torbiditiche e marne. Durante il periodo
Messiniano, quando il Mediterraneo rimase isolato dall'oceano Atlantico, si depositarono rocce
evaporitiche (gesso, anidrite, salgemma) che in Romagna sono ben visibili nella "Vena del gesso".
Seguono poi le deposizioni del Pliocene, a dominante argillosa, che si presentano spesso con la
tipica morfologia a "calanchi", riscontrabile nelle valli basse.
I terreni pedecollinari, tendenzialmente piani, appartengono al Quaternario recente e spesso sono
terreni molto evoluti e tendenzialmente decarbonatati.
Da questa successione di rocce è normale che siano derivati, per effetto dell'erosione naturale e
dell'intervento dell'uomo, terreni più o meno calcarei, argillosi, misti e, dove sono intervenute
azioni di dilavamento ed erosione chimica, terreni residuali di costituzione diversa.
La pianura, di origine alluvionale, si compone di terreni a tessitura da franca ad argillosa, passando
per tutta una serie di composizioni intermedie, che i Romagnoli hanno sempre saputo valutare ai
fini della scelta colturale.
Quindi l'area dell'IGT comprende terreni anche piuttosto diversi tra loro, ma con una buona
uniformità all'interno di fasce, più o meno ampie, parallele al crinale appenninico e che si
ripropongono in modo pressoché simile nelle varie province interessate: Bologna, Ravenna, Forlì-
Cesena e Rimini (minor presenza di suoli derivati dalla Marnoso-arenacea).
Dal punto di vista climatico, l'indice di Winkler, presenta valori crescenti dall'Appennino verso la
pianura, per poi ridursi nuovamente verso il litorale per effetto dell'azione mitigatrice del mare.
Valori dell'indice di Winkler intorno a 1.500-1.600 gradi giorno, nelle zone più alte di coltivazione
della vite (intorno a 4-500 m slm), salgono a 2.000-2.200 gradi giorno in pianura e scendono
leggermente verso il mare (1.900-2.000 GG circa).
2) Fattori umani rilevanti per il legame.
Un'importante via d'acqua come il Po e la vicinanza al mare consentirono l'arrivo in Romagna di
diverse civiltà e con loro di vitigni e tecniche colturali differenti. Indubbiamente la domesticazione
della vite silvestre in loco è stato un fatto importante, testimoniato ancora oggi dalla presenza di viti
dioiche nelle Pinete costiere, ma l'introgressione genica su materiale autoctono di varietà medio
orientali è stata la fondamentale per la nascita di uve di buona qualità, adatte anche a situazioni
fredde e umide come quelle della pianura romagnola.
Queste condizioni ambientali portarono ad allevare la vite su alberi d'alto fusto, in modo da
sfuggire alla stratificazione del freddo verso il basso in primavera (gelate tardive) e all'umidità,
complice dello sviluppo di malattie fungine. Nelle aree collinari, invece, le varietà introdotte
trovarono condizioni più simili a quelle di origine e poterono essere allevate secondo la modalità,
tipicamente Greca, dell'alberello, che ancora oggi sporadicamente persiste.
I classici latini parlano di viti particolarmente produttive nelle aree tra Rimini e Faenza, ciò non
toglie che comunque originassero vini di un certo pregio, vista la fama dei vini di "Caesenas" e del
"Faventinum". Dopo la caduta dell'Impero romano, la coltura della vite in Romagna viene
mantenuta grazie alla continuità politica dell'Impero romano d'oriente e al contributo dei monasteri
nello sviluppo di tecniche atte al miglioramento delle coltivazioni.
Nel XV secolo si diffonde, accanto alla vigna, la coltura promiscua della vite a "piantata", che
raggiungerà la sua massima espressione nel XVIII secolo con l'introduzione della Mezzadria,
poiché consentiva di coltivare su tre livelli: al livello più alto si trovavano alberi d'alto fusto, che
producevano frutti, foglie e legname, al livello intermedio si stendevano i tralci della vite con i loro
grappoli e al suolo si mettevano per lo più fagioli o altre colture erbacee poco esigenti in termini di
luce.
Occorre sottolineare, poi, come la Romagna abbia attraversato un lungo periodo di arretratezza
economica e sociale durante tutto il governo pontificio (fu domino papale dal 1559 al 1796 e dal
1815 al 1860). Questa situazione di arretratezza colpì anche la vitivinicoltura, tanto che, a fine
Ottocento, le Commissioni Provinciali del Comitato Centrale Ampelografico denunciarono uno
stato molto grave del settore, caratterizzato da una miriade di vitigni e mancanza di tecnologia.
Sicuramente la situazione non migliorò dopo l'arrivo di oidio, peronospora e fillossera
dall'America. Dopo il Primo conflitto mondiale, partì la ristrutturazione dei vigneti rovinati dalla
fillossera, con un notevole restringimento della base ampelografica. Per assistere ad uno sviluppo e
ad un miglioramento tecnico e tecnologico della vitivinicoltura romagnola più decisi, però, occorre
aspettare gli anni '60. La stratificazione di conoscenze ed esperienze in una tradizione che partiva
da molto lontano ha consentito alla Romagna di arrivare, negli anni '90 del Novecento, ad un buon
livello qualitativo, con una gamma di tipologie di vino idonee a soddisfare le più varie esigenze dei
consumatori.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente
attribuibili all'ambiente geografico
I terreni argillosi consentono un naturale contenimento della vigoria e un buon equilibrio vegeto
produttivo, tanto che normalmente su questi suoli di ottengono vini strutturati senza troppi
interventi agronomici, che possono diventare importanti man mano ci si sposta verso terreni di
medio-impasto, o comunque più freschi e più fertili.
La presenza di calcare tende ad incentivare sensazioni floreali o di fruttato fresco nei vini,
diversamente dai prodotti ottenuti su suoli decarbonatati.
Le esposizioni verso nord e le altitudini maggiori tendono a far ottenere vini più freschi e profumati.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B)
Non bisogna dimenticare che accanto ad una tradizione viti-vinicola importante, la Romagna è stata
anche la culla della frutticoltura moderna e le minori esigenze della vite rispetto ai fruttiferi, hanno
fatto sì che questa venisse collocata solo nei terreni meno fertili, quindi in collina e nelle terre
"dure" di pianura.
Il gradiente termico tra collina e pianura e la maggiore umidità in quest'ultima area, hanno orientato
la scelta degli agricoltori di pianura verso vitigni a maturazione più tardiva e a maggiore tolleranza
ai marciumi, riservando le varietà precoci per i limiti superiori e le esposizioni più a nord della
viticoltura romagnola.
La raccolta abbastanza tardiva, cui soprattutto nel passato seguivano autunni freddi, faceva sì che il
vino mantenesse un certo residuo zuccherino durante l'inverno e, messo in bottiglia, riprendesse a
fermentare con i primi caldi primaverili, ottenendo una frizzantatura naturale. Da questa prassi
piuttosto comune, l'apprezzamento dei Romagnoli sia per i vini abboccati, che secchi fermi o
frizzanti o spumanti.
A seconda dell'orografia, della geo-pedologia e del clima è possibile trovare la migliore interazione
tra fattori ambientali e vitigno per arrivare alla migliore espressione delle varie tipologie di vino
previste dal disciplinare a IGT "Rubicone" e riprese dalla tradizione locale.


Articolo 10
Riferimenti alla struttura di controllo
VALORITALIA S.r.l.
Sede legale:
Via Piave, 24
00187 ROMA
Tel. 0445 313088 Fax. 0445 313080
info@valoritalia.it
La Società Valoritalia è l'Organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010 (Allegato 2) che
effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del presente disciplinare, conformemente
all'articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera b) e c), ed all'articolo 26, par. 1, del Reg. CE n.
607/2009, per i prodotti beneficianti della IGP, mediante una metodologia dei controlli combinata
(sistematica ed a campione) nell'arco dell'intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione,
confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1, 2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012 (Allegato 3).

 


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